La casta di Siena

Blog non ufficiale del libro-denuncia sul sistema di potere senese

Posts Tagged ‘mussari’

Mussari GO HOME !

Posted by grilliparlantisiena su ottobre 23, 2008

Tra parentesi, quasi nascosto, in un articolo del Cittadino OnLine:

Alberto Monaci, che per sé ambisce alla poltrona della Fondazione – Gabriello Mancini tornerebbe così  tra le sue torri a fare il sindaco – o della Banca Monte dei Paschi  (via Giuseppe Mussari che ritorna a fare l’avvocato), potrebbe chiedere un posto anche per il fratello Alfredo, mettendolo appunto sullo scranno più alto di Palazzo Comunale.

L’uomo che ha portato la Banca MPS nel mondo, che doveva rimanere ben saldo alla poltrona, adesso se ne andrà ?

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MPS crolla sotto l’euro e mezzo

Posted by grilliparlantisiena su ottobre 18, 2008

da Yahoo Finanza:

Banca MPS in profondo rosso. La strategia suggerita da Unicredit

Quotazioni BMPS.MI 1.45 -3.71%

La lente d’ingrandimento di Unicredit si sofferma su Monte dei Paschi
(Milano: BMPS.MI – notizie) di Siena. Il broker ritiene che il titolo
sia da tenere (hold), con prezzo obiettivo a 2,56 euro. Le azioni di
Banca Mps reagiscono a Piazza Affari con un -4,65%, scambiate a 1,47  euro.

Il blog Mercato Libero commenta così la notizia:

MUSSARI ONTA E DISONORE

Il titolo MONTEPASCHI è FINITO SOTTO 1,50 EURO.

Sembra che qualcuno si sia stufato che Mussari cercasse di mantenere il
prezzo del titolo sopra 1,50.

Oggi si è vista la rovina di una città: Siena.

MPS è stato depredato da Botin, con l’aiuto di Geronzi e con la COMPLICITA’
DI UN UOMO CHE TIENE PER LE PALLE SIENA E LA FONDAZIONE: L’AVVOCATO MUSSARI.

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Lega Nord su MPS e Banca Agricola Mantovana

Posted by grilliparlantisiena su agosto 29, 2008

INTERVENTO DANIELE PARENTI, RAPPRESENTANTE LEGA NORD SIENA

Socio Daniele Parenti, in rappresentanza della Lega Nord di Siena
Signori azionisti, prendo la parola in questa Assemblea per analizzare l’operazione di fusione per incorporazione della Banca Agricola Mantovana con il Monte dei Paschi. Questo fatto, che può sembrare di per sé poco significativo nel contesto della complessiva ed inopportuna operazione di acquisizione della Banca Antonveneta, è un ulteriore pericoloso indebolimento della Banca in generale e dell’identità territoriale di una delle più solide e conosciute realtà della Lombardia.
La perdita di questa identità non potrà non avere riflessi in termini di fidelizzazione dei clienti dell’area in questione, come la scelta di acquisire una Banca come l’Antonveneta, di fatto senza alcuna ricerca o studio adeguato, verrà duramente pagato sia dal nostro territorio che da quello in cui il Monte dei Paschi intenderebbe operare.
Voglio subito dire che se i dati usciti in maniera ufficiale dal Monte dei Paschi
troveranno conferma, dobbiamo sottolineare che l’aumento in un solo anno di oltre il
17% del costo del personale ha un solo significato: il Monte, come già annunciato,
sarà costretto a fare una drastica politica di licenziamenti e riduzione del personale dipendente mettendo in mezzo alla strada molti lavoratori e creando gravi problemi occupazionali in un comparto già in crisi.
Questa fusione per incorporazione deriva direttamente dal grave, complessivo errore
determinato dall’acquisto dell’Antonveneta, fatto, questo, che il sottoscritto aveva già denunciato alla scorsa Assemblea.
L’errore, sia sul prezzo pagato che di scelta della tempistica, è stato chiaramente
esplicitato dal comportamento tenuto dal Presidente della Fondazione, Gabriello
Mancini, che ha dichiarato alla stampa di aver addirittura “tentato di rivedere il
contratto con il Santander”. Questo significa che la Fondazione Monte dei Paschi non
era soddisfatta degli accordi stipulati ed ha cercato di cambiarli senza successo.
Spieghi ora, in questa sede, Mancini, se continua ad approvare l’intera operazione o se deve fare delle critiche o rilievi al modo con cui si è comportato il management ed il CdA della Banca MPS.
Spieghi, se può, il Presidente della Banca l’andamento del titolo, che è stato di gran lunga il più penalizzato del settore bancario dal momento dell’acquisizione, ed il perché una Società leader come JP Morgan, conosciuta per la propria prudenza, abbia drasticamente tagliato il rating del Monte da 3.7 a 2 Euro per azione. Il taglio, che si commenta da solo per ampiezza, potrebbe avere ulteriori riflessi negativi sul Titolo, impoverendo sempre più piccoli azionisti e dipendenti e potrebbe avere ricadute anche nel Nord, dove, senza risorse, si vorrebbe andare ad operare. Ci dica ancora, il Presidente, quali prospettive a breve, medio e lungo termine prevede per le quotazioni del titolo Monte dei Paschi.
In ogni caso, queste criticità si riverseranno in un’area produttiva e vitale ed a danno di un territorio, della sua gente e della sua immagine, che pagheranno duramente le scelte di chi non ha a cuore l’identità territoriale né la nostra né quella mantovana.

INTERVENTO DI GIOVANNI FAVA, ONOREVOLE LEGA NORD

Egr. Signori,
È doveroso premettere che sto venendo meno ad un principio che ritengo sacrosanto e che riguarda l’assoluta libertà riservata al mondo dell’impresa rispetto al variegato universo della politica. Ma stavolta non posso farne a meno. Le scelte
apparentemente solo aziendali di codesto gruppo bancario genereranno inevitabilmente
conseguenze sociali ed economiche per il territorio in cui vivo e che mi onoro di
rappresentare nella più alta sede istituzionale di questo paese. Per questo motivo ho atteso inutilmente per mesi che altre istituzioni mantovane facessero sentire la propria voce.
Purtroppo così non è stato (se si esclude qualche petulante battibecco tutto interno al centrosinistra fra soggetti in cerca di responsabili politici per l’attuale situazione) e per questo ho inteso esprimere pubblicamente un certo disagio e qualche perplessità alla quale spero qualcuno intenda rispondere con sincerità e puntualità. Da oggi finisce una storia! Da oggi la Banca Agricola Mantovana chiude i battenti. Nell’assordante silenzio di tutti i soggetti che avrebbero titolo per dire qualcosa, una parte consistente della nostra storia locale sparisce nel nulla senza che nessuno dal mondo sindacale, dall’associazionismo imprenditoriale e perché no, dalla politica, abbia la voglia o il coraggio di chiedere almeno: perché? Tutto qua. Senza indebite ingerenze nelle autonome scelte aziendali di un gruppo bancario che solo pochi anni fa era sbarcato a Mantova promettendo continuità e territorialità. Autonomia e sviluppo. Ciononostante da oggi, ad eccezione del territorio provinciale mantovano dove resteranno almeno le insegne sugli edifici, in tutto il paese la Bam sparisce. Sembra poi fantascienza rileggere alcuni passaggi del bilancio socio ambientale 2007 distribuito al pubblico solo qualche mese fa. Nella lettera del Presidente e del Direttore Generale si fa riferimento proprio al rapporto
col territorio come ad una delle principali virtù dell’Istituto: “ Bam, orgogliosa di
registrare nelle proprie indagini qualitative un tasso di fidelizzazione della clientela del 95,2% come si può evincere dal capitolo clienti, può presentare la sua -buona reputazione- costruita nel lungo periodo della sua storia con proprie azioni nei riguardi di clienti, dipendenti, istituzioni, comunità locali e fornitori”. Sembra incredibile, ma solo qualche settimana dopo aver letto queste frasi ci siamo trovati a fare i conti con delle scelte che contraddicono le stesse in modo netto. A questo punto vengono spontanee alcune riflessioni ed altrettanti quesiti. Quale sarà il ruolo di Mantova nella nuova organizzazione? Verrà mantenuta un’area provinciale con una propria dirigenza? Se si, con quale livello di autonomia? La sopravvivenza della sola Fondazione Bam sarà garantita con lo stesso flusso di risorse degli ultimi anni? Ci si rende conto che venendo meno gli interventi diretti della banca di questi anni, che sempre nella relazione sopra
richiamata ammontano complessivamente a 390 milioni di euro distribuiti sul territorio, i circa due milioni annualmente distribuiti dalla fondazione rischiano di sparire anche al confronto dei competitori bancari che godono certamente di maggiori disponibilità per finalità analoghe? Insomma, una prospettiva a tinte fosche quella che si apre dopo questa scelta e che rischia di compromettere ulteriormente il già fragile equilibrio economico sociale di una provincia e di un territorio come quello mantovano già seriamente provato dalla difficile congiuntura che sta attraversando il nostro Paese. Non vorremmo trovarci fra qualche anno a discutere di razionalizzazioni ulteriori che coinvolgano il personale e
tutto l’indotto che in questi secoli hanno ruotato intorno a quella che fino a ieri i
mantovani consideravano una propria istituzione.
On. Giovanni Fava

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La sede storica di MPS in vendita ?

Posted by grilliparlantisiena su agosto 4, 2008

Sono sicuramente solo rumors (chiacchere) ma sul blog MercatoLibero è apparsa l’inquietante notizia che il Presidente MPS, l’avv.to Mussari, stia valutando alcune offerte di acquisto per due palazzi storici del Monte dei Paschi: il Palazzo ORLANDINI DEL BECCUTO (Sede storia MPS a Firenze) e la sede storica MPS di Siena, in Piazza Salimbeni.

Se fosse vero, e se venissero accettate le offerte di acquisto, sarebbe la fine della banca MPS. Speriamo che siano solo pettegolezzi da bar…

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SBERTUCCIATO DA DE BORTOLI, MUSSARI PASSA ALL’OFFENSIVA CON PANERAI

Posted by grilliparlantisiena su giugno 20, 2008

Da Dagospia:

Giuseppe Mussari, il calabrese trapiantato a Siena per guidare MontePaschi, è passato all’offensiva.
Due giorni fa il riccioluto banchiere è rimasto di stucco quando ha letto un corsivo del Sole 24 Ore da lasciare i lividi. In poche righe il giornale di Flebuccio De Bortoli spiegava che con la montagna di soldi spesi per comprare l’Antonveneta avrebbe potuto comprarsi la tedesca Commerzbank che è 12 volte più grande.

L’articoletto sembrava scritto da un indigeno dell’Amazzonia dotato di enormi dosi di curaro, e sfotteva duramente Mussari per aver deciso di comprare Antonveneta il 18 novembre dell’anno scorso quando la bufera del credito era prevedibile. Come se non bastasse nello stesso giorno Finanza&Mercati ha rivelato che da un documento della Consob risulta un aiutino di 5 miliardi fornito a MontePaschi da quegli spagnoli del Banco Santander che si sono liberati della banca veneta con una plusvalenza strepitosa.

Di fronte a questo fuoco incrociato i capelli di Mussari hanno preso ad agitarsi in modo vorticoso e oggi arriva la difesa con la discesa in campo dei giornali che fanno capo all’editore Paolo Panerai, un uomo che ama la Toscana non solo per l’ottimo vino che produce ma anche per la storica banca che domina il territorio. Sui quotidiani “MF” e “ItaliaOggi”, Mussari passa al contrattacco e si dichiara ottimista malgrado il pesante giudizio negativo lanciato dall?agenzia Fitch sui crediti deteriorati di Antonveneta.

Lunedì il banchiere calabro-senese riunirà a Padova il consiglio di amministrazione per insediare i suoi uomini dentro Antonveneta. Nei giorni scorsi ha dato il benservito a Piero Montani, l’uomo messo nel 2003 dagli olandesi di Abn Amro, e insedierà al suo posto una pattuglia di fedelissimi, primo fra tutti quel Giuseppe Mensi di MontePaschi che sta cercando di fare pulizia in Antonveneta.

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Monte dei Paschi, chiusa acquisizione Antonveneta

Posted by grilliparlantisiena su maggio 30, 2008

Da SienaNews:

Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Santander hanno concluso le operazioni di compravendita di Antonveneta per 9 miliardi di euro. Lo si apprende da una nota secondo la quale i presidenti dei due gruppi Emilio Botin e Giuseppe Mussari, riuniti a Madrid per la sigla dell’accordo definitivo, hanno valutato la ‘possibilita’ di opportunita’ di accordi congiunti in settori quali il corporate banking, servizi di tesoreria e servizi bancari in America Latina’.

“Non va sottovalutato – conclude il presidente della Fondazione Mps – che al contempo si schiudono, dopo quelle derivanti dalla joint venture con Axa,  anche nuove prospettive di partenariato internazionale tramite forme di collaborazione con un grande gruppo quale è il Banco Santander. Tutti elementi che ci fanno guardare fiduciosi al futuro, sicuri che i vertici ed il management di Banca Mps, ai quali va il plauso per l’operazione appena conclusa,  sapranno cogliere quegli obiettivi di creazione di valore che dall’operazione Antoveneta tutti si attendono”.

Se son rose fioriranno, se son cacche…:-)

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Mps: sottoscritto il 99,54% delle azioni ordinarie offerte

Posted by grilliparlantisiena su maggio 21, 2008

Da IlCittadinoOggi:

Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 28 aprile 2008 e conclusosi il 19 maggio 2008, sono stati esercitati:

– n. 2.727.951.776 diritti di opzione e quindi sottoscritte complessive n. 2.727.951.776 azioni ordinarie BMPS di nuova emissione, pari a circa il 99,54% delle n. 2.740.485.580 azioni ordinarie BMPS offerte, per un controvalore pari a Euro 4.091.927.664;

….

Da Blog MercatoLibero:

I giornali amici di Mussari (ovvero oltre il 95% della stampa), oggi, annunciano il successo dell’aumento di capitale. Non dicono che a Siena l’aria è sempre più pesante.

Alle sue spalle si stanno affilando i coltelli. obiettivo…spodestare i DS da Siena.

L’errore di Mussari potrebbe costare la poltrona di sindaco a Cenni.
I DS rischiano di perdere la loro roccaforte e il controllo della fondazione.
Forza italia e la lega si dice che stiano studiando alleanze con le Liste Civiche…insieme potrebbero portare aria nuova a Siena facendo fare le valigie a Mussari, Vighi, Mancini e Cenni.

Aria nuova in arrivo su Siena. la domanda è se Mussari verrà cacciato con disonore o allontanato con una grossa buona uscita. Ma il suo allontanamento è oramai quasi certo. la sua parabola è in discesa.

Le prossime tre trimestrali saranno di lacrime e sangue per MPS. Tutti i costi dell’aumento di Capitale , degli interessi sul debito e i costi di integrazione massacreranno il bilancio della banca.

Staremo a vedere chi ha ragione.

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Siena = Potere Politico + Potere Economico ?

Posted by grilliparlantisiena su maggio 16, 2008

Sempre sul tema MPS (questa volta si parla della Fondazione) ecco un esempio di come a Siena il potere politico ed economico vada a braccetto (da SienaProvinciaInforma):

Proseguire nel percorso di sviluppo economico, infrastrutturale, culturale e assistenziale del territorio. Con questo obiettivo è stato approvato in Consiglio provinciale il documento di indirizzo per la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ai fini delle valutazioni delle richieste di erogazione. «Sono diverse le priorità individuate dal documento – ha sottolineato il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini – e sulle quali è necessario proseguire un processo di sviluppo già avviato nel tempo oltre a quelle che trovano nuova linfa vitale nelle politiche amministrative appoggiate dalla Fondazione Mps.

Proprio in relazione a questo Ceccherini rispondendo ad una sollecitazione del Consigliere Loretana Battistini sulla recente vicenda del deposito di gomme di Rapolano Terme ha proposto che sulla base del piano di bonifica del Comune di Rapolano Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente e Fondazione possano collaborare per migliorare la situazione dando una risposta concreta a questo problema.

presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini che ha sottolineato: «Anche per il 2008 l’obiettivo è quello di incrementare le erogazioni per le attività istituzionali puntando al raggiungimento dei 260milioni di euro proseguendo il trend positivo avviato nel 2001 e che ha visto lo scorso anno una forte attenzione al territorio senese a sottolineare la sinergia tra Fondazione ed enti pubblici. Nel 2007, infatti, la distribuzione geografica dei contributi è stata per oltre il 53% sul comune di Siena, per circa il 26% per il resto dei comuni senesi e per meno del 9% per il resto delle province toscane. Questi dati – ha concluso Mancini – a sottolineare il forte legame con il territorio e la forte unità d’intenti con le priorità di sviluppo degli enti preposti al governo di Siena e provincia».

Il legame è talmente forte che, guarda caso, i recenti Sindaci di Siena erano usciti da MPS per poi rientrarvi (ad. esempio l’ex sindaco Piccini o l’attuale Cenni – vedremo se tornerà in MPS a fine mandato….) una volta terminato il mandato amministrativo. Lo stesso sospetto che la trasmissione Report ha sottolineato parlando di Siena.

Il documento è stato approvato con 19 voti favorevoli (Pd, Prc, Sdi, Fi), 2 voti contrari del gruppo di Alleanza Nazionale e l’astensione del consigliere Lorenzo Rosso di AN. Tra i punti rilevanti del documento anche il parere favorevole alla scelta della Fondazione di sostenere l’acquisizione di Banca Antonveneta da parte della Banca Mps. «Un parere del tutto favorevole – ha sottolineato Marco Nasorri (PD) – sia sull’operazione Antonveneta sia sull’operato della Fondazione che ci auguriamo, anche grazie al nostro documento di indirizzo, possa portare avanti l’importante contributo allo sviluppo del territorio».

Per il momento non sembra che l’operazione Antonveneta stia dando buoni frutti. Vedremo in futuro.

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Il piano in salita del Montepaschi

Posted by grilliparlantisiena su marzo 18, 2008

Da Repubblica.it Affari e Finanza:

Una regola aurea per chi vuole convincere gli altri lo sanno bene i venditori di ogni specie è credere a quello che si dice. Giuseppe Mussari, presidente di Banca Monte dei Paschi, che in questi giorni è in giro per l’Europa per i road show di presentazione del piano triennale, corrisponde perfettamente a questo genere di persone. Si vede lontano un miglio che crede in quello che dice. Non soltanto. Dà anche l’impressione a chi lo sta a sentire in questa fase soprattutto gli analisti delle banche d’affari di essere una persona determinata nel perseguire i suoi obbiettivi. E quasi sicuramente si tratta di un’impressione che ha un contenuto reale.
Tuttavia, i primi report delle banche d’affari all’indomani della presentazione del piano triennale che integra Antonveneta all’interno del gruppo bancario non sono così amichevoli. Non che considerino impossibili da raggiungere i target fissati. Ma certo li vedono, al momento, piuttosto ambiziosi. E poi, si sa, gli analisti sono un po’ freddini, l’entusiasmo per le scommesse li scalda poco. Loro sono abituati a ragionare sui numeri, fanno i confronti con i dati delle altre banche, e raggiungono conclusioni semplici. Poi, più in là, se le cose cambiano, se le scommesse sono vinte, sono sempre pronti a cambiare idea. Ma intanto sia Dresdner Kleinwort che Ubs danno delle azioni Mps un giudizio ‘sell’, ovvero vendere.
Dresdner dice chiaro e tondo che i 2,2 miliardi di utile netto previsti per il 2011 (alla fine del piano) sono «realmente ambiziosi». E si spinge fino a considerare eccessive le sinergie totali (sia da ricavi che da costi) che il Monte indica in 732 milioni: «Per noi le sinergie totali non supereranno i 410 milioni». E il prezzo delle azioni, secondo Dresdner, si abbasserà a 2,60 euro (contro i circa 3 attuali).
Gli analisti di Ubs vanno ancora più in profondità. E fanno dei calcoli forse un po’ banali ma, per chi fa questo mestiere, inevitabili. «Se prendiamo i target di profitto dell’Mps al valore facciale e includiamo la quantità di capitale che dev’essere raccolta (6 miliardi di euro), viene fuori che la banca viene scambiata sulla base di un P/E (price/earning, prezzo/utili) al 2011 di 7, equivalente a un P/E di 8,5 nel 2009, ovvero con un premio del 18 per cento su banche equivalenti. Ubs, che pure conferma il giudizio ‘sell’, è più generosa con Mps e sale a 2,9 euro come target a 12 mesi, poco sotto i valori attuali. La stessa banca d’investimenti trova comunque ragionevoli i target di crescita dei ricavi.
Certo, si tratta soltanto dei primi report subito dopo la presentazione del piano triennale. Ci sarà tempo e modo per verificare, passo dopo passo, i progressi dell’integrazione fra Mps e Antonveneta. E, come si è detto, i giudizi degli analisti possono cambiare con una velocità impressionante, soprattutto se si modifica il quadro economico generale. Il presidente Mussari, oltre a confidare nelle capacità del management di raggiungere gli obbiettivi prefissati, ritiene che la situazione generale oggi caratterizzata dalla crisi del credito innescata dai subprime prima o poi migliorerà, riportando i valori delle banche, anche di quelle come Mps e di altri istituti italiani che nulla hanno a che vedere con i problemi americani, a livelli più equi. Insomma, secondo il presidente ora c’è un po’ da soffrire e gli obbiettivi del piano sono ambiziosi ma del tutto abbordabili. «Ad esempio dice Mussari «le sinergie da ricavi sono il 3,5% sul totale, contro una media delle altre fusioni superiore al 4. Le sinergie di costo, poi, non riguardano solo l’integrazione di Antonveneta, ma anche il gruppo Mps, con la cancellazione delle società Bam e Banca Toscana».
Resta il fatto che il Monte dei Paschi, come in altre occasioni passate, sembra aver pagato cara la sua preda. A ben pensarci, un prezzo alto è stato per l’istituto di Siena quasi una costante delle più importanti operazioni effettuate negli ultimi anni. Dall’acquisizione a prezzi esorbitanti e sulla base del boom di Internet, di Banca 121, rivelatasi alla prova dei fatti meno utile di quanto allora non si credesse; all’acquisto della quota del 5 per cento in Bnl in vista di un’operazione che alla fine non si è concretizzata ma che ha fatto perdere all’istituto senese alcune centinaia di milioni.
Anche questa volta, con Antonveneta, il diavolo ci ha messo lo zampino. L’operazione, arrivata improvvisamente senza alcun annuncio, all’inizio sembrava un colpaccio. Certo, che il Monte dei Paschi avesse pagato cara la sua preda, valutata 9 miliardi, era chiaro fin dall’inizio. Ma ci stava, soprattutto perché apriva alla banca di Siena, tradizionalmente arroccata in poche regioni oltre alla Toscana, vero core business, un’area geograficamente importante come il Nord Est. Poi, però, è arrivata la crisi dei subprime e il crollo in Borsa dei titoli finanziari. Il Santander ha fatto appena in tempo a vendere a Mps Antonveneta che è venuto giù tutto (qualcuno nota, malignamente, che proprio il Santander ha fatto l’operazione più azzeccata: vendendo Antonveneta a prezzi alti e rientrando direttamente in Mps un 1 per cento a prezzi stracciati).
In conseguenza del crollo dei valori di Borsa, l’istituto guidato da Mussari ha dovuto rifare tutti i conti per il funding dell’operazione. Mentre la Fondazione che avrebbe potuto usare l’occasione dell’aumento di capitale per far scendere il suo peso favorendo l’ingresso di nuovi soci ha dovuto sottoscrivere tutta la sua quota per non diluire il suo premio di maggioranza. Certo, nuovi soci sono entrati, come il Santander. O come Axa, che dopo aver acquisito il 50 per cento di Mps Vita ha preso un 2,525 per cento della banca. O come la Carlo Tassara di Zaleski, arrivata al 2,463 per cento. E tutti, compreso Caltagirone con il suo 4,7 per cento, sottoscriveranno l’aumento di capitale.
Questa è in fondo la forza di Mussari: qualcuno che crede nell’azienda e nelle sue possibilità di sviluppo come terzo polo bancario italiano. «Presente sottolinea Mussari in tutto il territorio italiano con una quota di mercato del 9 per cento. E che adesso, con l’acquisizione di Antonveneta, ha il 43 per cento delle sue filiali al Nord».

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La Massoneria si dà appuntamento a Villa Bottini

Posted by grilliparlantisiena su marzo 10, 2008

Da LoSchermo:

Questo il programma del convegno: dopo il saluto del sindaco di Lucca Mauro Favilla e del presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Stefano Bisi, interverranno Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca (sul tema: “Le fondazioni come garanzia di legame tra banche e territorio”); Fabio Bargellini, commercialista di Firenze (“La tutela del cittadini-consumatore”); Carlo Luigi Ciapetti, esperto in analisi del rischio (“La frode: il sub-sistema economico italiano”); il senatore Nedo Poli (“La politica come sentinella delle regole”); Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio di Lucca (“La responsabilità sociale delle imprese”); Alberto Varetti, presidente di Ducato spa (“Credito al consumo e indebitamento delle famiglie”); Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena (“Il profitto e la tutela delle fasce deboli della società”).

Moderatore, l’avvocato fiorentino Lorenzo Del Lungo. Considerazioni finali a cura di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

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