La casta di Siena

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Posts Tagged ‘monte dei paschi’

Fondazione Mps, Parlangeli nel Cda di Mediobanca

Posted by grilliparlantisiena su ottobre 29, 2008

Da SienaNews:

La Fondazione Mps entra nel Cda di Mediobanca. Soddisfazione viene espressa dal presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Gabriello Mancini, per l’elezione nel consiglio di amministrazione di Mediobanca del direttore generale (provveditore), Marco Parlangeli, in rappresentanza della lista di minoranza presentata dalla Fondazione stessa.

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Marco Parlangeli è nato a Siena nel 1960.
È direttore generale della Fondazione Mps dal 2003. Membro del Comitato di Supporto di Cassa Depositi e Prestiti Spa, del Consiglio di amministrazione di F2i (Fondi italiani per le infrastrutture SGR SPA), del Comitato di Investimento di Idea I Fund of Funds, dell’Advisory Board di Clessidra SGR, del Consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia Chigiana, del Consiglio di indirizzo della Fondazione Ravello. E’ tesoriere dell’European Foundation Centre e come tale membro del Management Committee e del Governing Council. E’ presidente di Siena Biotech, la società strumentale della Fondazione Mps che opera nel settore della ricerca biotecnologica

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Piove sempre sul…Monte !!!

Posted by grilliparlantisiena su luglio 8, 2008

Da Valdelsa.NET:

Luciano Cortonesi è il presidente del gruppo consiliare del Partito democratico in consiglio comunale a. Lo hanno eletto, a scrutinio segreto, i ventidue componenti del gruppo del Pd presenti alla riunione svoltasi lunedì 7 luglio. Cortonesi ha avuto il voto dell’82 per cento dei consiglieri presenti con 18 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti. Nel corso dell’incontro, al quale ha preso parte con diritto di voto anche il sindaco di Siena Maurizio Cenni, è stata eletta anche la presidenza del gruppo del Pd che sarà composta Simone Petricci con funzione di vicepresidente; Giancarlo Meacci; Simonetta Pellegrini e Alessandro Trapassi. Nel corso delle consultazioni che hanno preceduto l’elezione di Cortonesi tutti i consiglieri hanno rivolto un messaggio di calorosa gratitudine a Lorenzo Brenci ed Alessandro Trapassi, che hanno guidato i rispettivi gruppi di Ds e Margherita nella prima parte di questo mandato amministrativo e soprattutto nella lunga transizione che dal 14 ottobre è arrivata fino ad oggi.

Luciano Cortonesi è nato a Siena il 1°maggio del 1958, sposato con un figlio, è dipendente della Banca Monte dei Paschi. Il suo impegno politico comincia nel 1997 quando viene eletto consigliere circoscrizionale nelle liste del Partito popolare italiano. Nelle elezioni amministrative del 2001 viene eletto consigliere comunale per la per la lista “Noi per Siena”, che sosteneva il candidato a sindaco Maurizio Cenni. Nel 2005, il passaggio nelle file de La Margherita e la conferma a Palazzo Pubblico come consigliere comunale sempre a sostegno dell’attuale primo cittadino senese.

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Mps: i bond subordinati quasi a quota 2 miliardi di raccolta

Posted by grilliparlantisiena su aprile 29, 2008

Da IlCittadinoOnLine:

SIENA. Il Monte dei Paschi ‹BMPS.MI› ha quasi già raggiunto i 2 miliardi di euro
programmati per il suo bond Upper Tier II, un tipo di bond subordinato offerto per la prima volta in Italia alla clientela retail. “Siamo già in dirittura d’arrivo con la raccolta rispetto ai programmati 2 miliardi di euro” ha detto una delle fonti di Mps.

Dal lato del sottoscrittore un bond di questo tipo, che offre un rendimento così elevato, implica che, nell’eventualità di un default dell’emittente, i creditori vengono rimborsati in seconda battuta rispetto a quelli che sottoscrivono bond senior. Inoltre per questo tipo bond, l’emittente può riservarsi la facoltà di non pagare la cedola in caso di risultati di bilancio negativi. Dal punto di vista dell’emittente, questo tipo di bond risponde a esigenze di rafforzamento patrimoniale necessari per l’acquisto di Antonveneta, spiegano le fonti.

Su questo bond ne parla Marco Liera sul Sole24Ore Plus:

«Come fa una banca che mi finanzia l’azienda all’Euribor + 1%, e che alla richiesta di un mutuo a 15 anni per uno dei miei figli mi ha proposto di pagare l’Euribor + 0,9%, a offrirmi su una sua obbligazione un rendimento pari all’Euribor + 2,5%?». La domanda posta da un imprenditore della provincia di Firenze al quale la Banca Toscana ha proposto la sottoscrizione del bond Mps subordinato in collocamento fino al 13 maggio non è banale. La risposta sta scritta nel prospetto di 52 pagine che accompagna l’offerta, dove si legge che «le somme derivanti dalla vendita delle obbligazioni saranno esclusivamente utilizzate dall’emittente per il finanziamento dell’acquisizione di Banca Antonveneta». Quindi niente prestiti alle imprese o mutui casa: per finanziare quelli Mps, come le altre banche, utilizza i depositi dalla clientela, la raccolta sull’interbancario e l’emissione di obbligazioni non subordinate. Guadagnandoci molto, come risulta dall’indagine sugli spread tra tassi attivi e passivi.
È la prima volta che un’emissione subordinata di queste dimensioni (due miliardi) viene piazzata ai risparmiatori anziché agli istituzionali. Ciò comporta che i potenziali sottoscrittori (casalinghe, pensionati e così via) attirati dall’alta cedola acquisiscano familiarità con concetti come «upper tier II» e «credit default swap». E dedichino qualche ora alla lettura del prospetto e alle alternative di impiego, se vogliono agire con consapevolezza. In realtà, non accade nulla di tutto questo. I risparmiatori si affidano alle raccomandazioni delle filiali bancarie, certamente in conflitto di interessi, più o meno argomentate. Tornando al caso dell’imprenditore toscano, non è noto quale sia stata la risposta ai suoi dubbi data dal suo referente bancario, ma non deve essere stata particolarmente rassicurante. «La proposta – conclude nell’e-mail – non mi è piaciuta e intanto ho aperto i conti presso un’altra banca».

Anche il blog MercatoLibero prospetta un futuro non proprio roseo per la nostra banca senese.

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MPS stà affondando ?

Posted by grilliparlantisiena su aprile 9, 2008

Leggete un pò questo articolo quà:

http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2008/04/montepaschi-affondada-leggere-con_09.html

in cui sembra che la Banca MPS stia per affondare. C’è anche la spiegazione (non posso riportare su questo sito il contenuto della pagina…andate a leggerla !) di cui riporto solo un piccolo stralcetto:

Ieri a Londra i desks di prestito titoli erano letteralmente invasi di richieste per il prestito titoli di azioni MPS. Il titolo vorrebbe essere venduto allo scoperto da tutti i fondi speculativi perchè è evidente la futura discesa del titolo. Ma trovare questo titolo a prestito è praticamente impossibile se non a prezzi da amatore.

La notizia dell’aumento di capitale è coadiuvata anche dai media locali.

Da IlCittadinoOggi:

SIENA. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi è stato convocato per il 10 aprile 2008 per deliberare l’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione – emissione di nuove azioni ordinarie per un importo massimo mille milioni di Euro, comprensivo di sovrapprezzo – riservato in sottoscrizione a una società del gruppo J.P. Morgan Chase & Co. (“JPMorgan”), in conformità con la delibera dell’Assemblea Straordinaria tenutasi in data 6 marzo 2008.

Chi vivrà, vedrà. L’impressione è che lo storico connubio Banca MPS – Siena sia arrivato al capolinea….

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Le Liste Civiche denunciano la mancanza di trasparenza sulle nomine MPS, e non solo

Posted by grilliparlantisiena su aprile 2, 2008

Pubblichiamo un comunicato stampa delle liste civiche senesi:

“Nel pieno di una campagna elettorale fortemente minacciata dall’astensionismo e dalla protesta contro le caste di potere, tutte le forze politiche si scoprono virtuose e, chi più chi meno, accennano pentimenti e, soprattutto, dichiarano buoni propositi di ridare spazio all’effcienza e alle professionalità togliendo il piede dall’acceleratore del favoritismo politico e del clientelismo. “Privilegiare il merito” sembra essere diventato un impegno generalizzato che, qualora si trasformasse in atti e comportamenti coerenti, sarebbe colto con sollievo e soddisfazione da chi, come noi delle Liste Civiche senesi, ne ha fatto un terreno d’intervento continuo e si è dovuto misurare anche nel consiglio comunale con posizioni aspre di chiusura rispetto al perverso sistema delle nomine in vigore nel nostro territorio.
In tale contesto generale consideriamo ancor più offensive per l’intera comunità senese le scelte appena compiute riguardo alle nomine nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali di numerose società facenti parte del gruppo Montepaschi, nomine che non hanno tenuto in alcun conto le esigenze di trasparente selezione delle competenze e delle professionalità, il principio dell’unicità degli incarichi, dell’equità dei compensi, del ricambio dei ruoli e del­la valorizzazione dei legami con il territorio.
Abbiamo invece di fronte una rosa di nominati in gran parte caratterizzata dalla appartenenza ai partiti delle maggioranza locale, soprattutto della componente ex Ds ma non solo, con troppi casi di duplicazione con altri incarichi nello stesso gruppo bancario, confermando una strategia che è tesa esclusivamente a perpetuare la concentrazione dei poteri in poche mani. Riteniamo che tali comportamenti siano non solo censurabili sul piano etico e dannosi per la qualità dei vertici delle aziende interessate, ma rappresentino anche una minaccia per la vita democratica, andando a creare pesanti ingerenze sulla vita sociale e sulla manifestazione del consenso elettorale, oltre a rendere i partiti sempre più dipendenti economicamente dai contributi dei nominati piuttosto che dal sostegno dei normali iscritti.
Per questi motivi le Liste Civiche Senesi denunciano pertanto pubblicamente le responsabilità che le forze politiche della maggioranza locale e gli amministratori del Comune e della Provincia si sono assunte nuovamente con queste nomine e sottolineano all’attenzione dei cittadini la grave contraddizione tra tali comportamenti e gli impegni proclamati nella campagna elettorale”.

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Il piano in salita del Montepaschi

Posted by grilliparlantisiena su marzo 18, 2008

Da Repubblica.it Affari e Finanza:

Una regola aurea per chi vuole convincere gli altri lo sanno bene i venditori di ogni specie è credere a quello che si dice. Giuseppe Mussari, presidente di Banca Monte dei Paschi, che in questi giorni è in giro per l’Europa per i road show di presentazione del piano triennale, corrisponde perfettamente a questo genere di persone. Si vede lontano un miglio che crede in quello che dice. Non soltanto. Dà anche l’impressione a chi lo sta a sentire in questa fase soprattutto gli analisti delle banche d’affari di essere una persona determinata nel perseguire i suoi obbiettivi. E quasi sicuramente si tratta di un’impressione che ha un contenuto reale.
Tuttavia, i primi report delle banche d’affari all’indomani della presentazione del piano triennale che integra Antonveneta all’interno del gruppo bancario non sono così amichevoli. Non che considerino impossibili da raggiungere i target fissati. Ma certo li vedono, al momento, piuttosto ambiziosi. E poi, si sa, gli analisti sono un po’ freddini, l’entusiasmo per le scommesse li scalda poco. Loro sono abituati a ragionare sui numeri, fanno i confronti con i dati delle altre banche, e raggiungono conclusioni semplici. Poi, più in là, se le cose cambiano, se le scommesse sono vinte, sono sempre pronti a cambiare idea. Ma intanto sia Dresdner Kleinwort che Ubs danno delle azioni Mps un giudizio ‘sell’, ovvero vendere.
Dresdner dice chiaro e tondo che i 2,2 miliardi di utile netto previsti per il 2011 (alla fine del piano) sono «realmente ambiziosi». E si spinge fino a considerare eccessive le sinergie totali (sia da ricavi che da costi) che il Monte indica in 732 milioni: «Per noi le sinergie totali non supereranno i 410 milioni». E il prezzo delle azioni, secondo Dresdner, si abbasserà a 2,60 euro (contro i circa 3 attuali).
Gli analisti di Ubs vanno ancora più in profondità. E fanno dei calcoli forse un po’ banali ma, per chi fa questo mestiere, inevitabili. «Se prendiamo i target di profitto dell’Mps al valore facciale e includiamo la quantità di capitale che dev’essere raccolta (6 miliardi di euro), viene fuori che la banca viene scambiata sulla base di un P/E (price/earning, prezzo/utili) al 2011 di 7, equivalente a un P/E di 8,5 nel 2009, ovvero con un premio del 18 per cento su banche equivalenti. Ubs, che pure conferma il giudizio ‘sell’, è più generosa con Mps e sale a 2,9 euro come target a 12 mesi, poco sotto i valori attuali. La stessa banca d’investimenti trova comunque ragionevoli i target di crescita dei ricavi.
Certo, si tratta soltanto dei primi report subito dopo la presentazione del piano triennale. Ci sarà tempo e modo per verificare, passo dopo passo, i progressi dell’integrazione fra Mps e Antonveneta. E, come si è detto, i giudizi degli analisti possono cambiare con una velocità impressionante, soprattutto se si modifica il quadro economico generale. Il presidente Mussari, oltre a confidare nelle capacità del management di raggiungere gli obbiettivi prefissati, ritiene che la situazione generale oggi caratterizzata dalla crisi del credito innescata dai subprime prima o poi migliorerà, riportando i valori delle banche, anche di quelle come Mps e di altri istituti italiani che nulla hanno a che vedere con i problemi americani, a livelli più equi. Insomma, secondo il presidente ora c’è un po’ da soffrire e gli obbiettivi del piano sono ambiziosi ma del tutto abbordabili. «Ad esempio dice Mussari «le sinergie da ricavi sono il 3,5% sul totale, contro una media delle altre fusioni superiore al 4. Le sinergie di costo, poi, non riguardano solo l’integrazione di Antonveneta, ma anche il gruppo Mps, con la cancellazione delle società Bam e Banca Toscana».
Resta il fatto che il Monte dei Paschi, come in altre occasioni passate, sembra aver pagato cara la sua preda. A ben pensarci, un prezzo alto è stato per l’istituto di Siena quasi una costante delle più importanti operazioni effettuate negli ultimi anni. Dall’acquisizione a prezzi esorbitanti e sulla base del boom di Internet, di Banca 121, rivelatasi alla prova dei fatti meno utile di quanto allora non si credesse; all’acquisto della quota del 5 per cento in Bnl in vista di un’operazione che alla fine non si è concretizzata ma che ha fatto perdere all’istituto senese alcune centinaia di milioni.
Anche questa volta, con Antonveneta, il diavolo ci ha messo lo zampino. L’operazione, arrivata improvvisamente senza alcun annuncio, all’inizio sembrava un colpaccio. Certo, che il Monte dei Paschi avesse pagato cara la sua preda, valutata 9 miliardi, era chiaro fin dall’inizio. Ma ci stava, soprattutto perché apriva alla banca di Siena, tradizionalmente arroccata in poche regioni oltre alla Toscana, vero core business, un’area geograficamente importante come il Nord Est. Poi, però, è arrivata la crisi dei subprime e il crollo in Borsa dei titoli finanziari. Il Santander ha fatto appena in tempo a vendere a Mps Antonveneta che è venuto giù tutto (qualcuno nota, malignamente, che proprio il Santander ha fatto l’operazione più azzeccata: vendendo Antonveneta a prezzi alti e rientrando direttamente in Mps un 1 per cento a prezzi stracciati).
In conseguenza del crollo dei valori di Borsa, l’istituto guidato da Mussari ha dovuto rifare tutti i conti per il funding dell’operazione. Mentre la Fondazione che avrebbe potuto usare l’occasione dell’aumento di capitale per far scendere il suo peso favorendo l’ingresso di nuovi soci ha dovuto sottoscrivere tutta la sua quota per non diluire il suo premio di maggioranza. Certo, nuovi soci sono entrati, come il Santander. O come Axa, che dopo aver acquisito il 50 per cento di Mps Vita ha preso un 2,525 per cento della banca. O come la Carlo Tassara di Zaleski, arrivata al 2,463 per cento. E tutti, compreso Caltagirone con il suo 4,7 per cento, sottoscriveranno l’aumento di capitale.
Questa è in fondo la forza di Mussari: qualcuno che crede nell’azienda e nelle sue possibilità di sviluppo come terzo polo bancario italiano. «Presente sottolinea Mussari in tutto il territorio italiano con una quota di mercato del 9 per cento. E che adesso, con l’acquisizione di Antonveneta, ha il 43 per cento delle sue filiali al Nord».

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Ecco chi paga i partiti

Posted by grilliparlantisiena su marzo 14, 2008

Da un inchiesta su l’Espresso, sulla lista di chi ha pagato ai partiti e quanto (si tratta della documentazione relativa ai finanziamenti concessi da privati e aziende a uomini politici e partiti) spunta fuori anche Siena con un nome eccellente:

Mussari Giuseppe Ds Siena € 80.000,00 2007
Ds Siena € 80.000,00 2007
TOTALE € 160.000,00

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La Massoneria si dà appuntamento a Villa Bottini

Posted by grilliparlantisiena su marzo 10, 2008

Da LoSchermo:

Questo il programma del convegno: dopo il saluto del sindaco di Lucca Mauro Favilla e del presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Stefano Bisi, interverranno Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca (sul tema: “Le fondazioni come garanzia di legame tra banche e territorio”); Fabio Bargellini, commercialista di Firenze (“La tutela del cittadini-consumatore”); Carlo Luigi Ciapetti, esperto in analisi del rischio (“La frode: il sub-sistema economico italiano”); il senatore Nedo Poli (“La politica come sentinella delle regole”); Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio di Lucca (“La responsabilità sociale delle imprese”); Alberto Varetti, presidente di Ducato spa (“Credito al consumo e indebitamento delle famiglie”); Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena (“Il profitto e la tutela delle fasce deboli della società”).

Moderatore, l’avvocato fiorentino Lorenzo Del Lungo. Considerazioni finali a cura di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

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SACERDOTE A GIUDIZIO PER INCENDIO DOLOSO E CALUNNIA A SIENA

Posted by grilliparlantisiena su marzo 3, 2008

Da AGI News:

(AGI) – Siena, 29 feb. – Incendio doloso e calunnia. Con queste accuse Angela Annese, giudice per l’udienza preliminare, dopo un lunghissimo dibattito, ha rinviato questa mattina a giudizio don Giuseppe Acampa, economo della curia arcivescovile di Siena, personaggio bene inserito nella vita pubblica della citta’ di Siena. La decisione del giudice riguarda l’incendio avvenuto il 2 aprile del 2006 nei locali dell’archivio del palazzo arcivescovile che provoco’ la distruzione di alcuni documenti e in parte anche di computer. In un primo momento le indagini sull’episodio si erano indirizzate verso l’archivista Franco Nardi, che era stato anche indagato. Ma secondo il sostituto procuratore della repubblica, Nicola Marini, che stamattina ha confermato la sua richiesta di rinvio a giudizio, responsabile dell’incendio sarebbe il sacerdote, (difeso dagli avvocati Enrico De Martino e Giuseppe Mussari) che, secondo l’accusa, avrebbe indirizzato le indagini verso l’archivista il cui incarico era svolto in maniera del tutto volontaria.

Giuseppe Mussari è attualmente il presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena. Curioso come sia anche l’avvocato difensore di Mons. Acampa.

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