La casta di Siena

Blog non ufficiale del libro-denuncia sul sistema di potere senese

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Gira che ti rigira…sempre loro sono !!!

Posted by grilliparlantisiena su luglio 1, 2008

Da SienaNews:

E’ stato definito questa mattina l’acquisto della tenuta di Fontanafredda di proprietà del Gruppo Monte dei Paschi, che ne ha deciso la cessione in quanto non più strategica alla luce del nuovo piano industriale della banca. A rilevare le quote della società per la cifra di 90 milioni di euro, una cordata con capofila la Fondazione Mps, attraverso un’operazione volta a diversificare il portafoglio immobilizzato con diversi settori, tra i quali l’agroalimentare.


“E’ stato approvato stamani il nuovo Cda ed il nuovo statuto della società – ha commentato il presidente della Fondazione Gabriello Mancini – Nove i membri delegati dal Cda. Siamo molto soddisfatti come Fondazione di muoversi in questo nuovo settore sia per l’importante investimento patrimoniale che abbiamo fatto oggi con i nuovi soci che per un motivo affettivo, per mantenere il legame che esiste tra Siena e Fontanafredda. Per la Fondazione è fondamentale rimanere legati alle esigenze del territorio”.

Quale sia questo legame il pres. Mancini dovrebbe spiegarcelo: forse è importante per i brindisi del CdA della Fondazione ?

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Delle vigne e dell’Ass. Pietraserena sull’acquisizione di Antonveneta

Posted by grilliparlantisiena su giugno 13, 2008

Sul blog MercatoLibero si legge:

La tenuta di Fontanafredda (famosa per i vini) è stata venduta, per fare cassa, dalla mitica Montepaschi a


Ma chi poteva acquistarla per 90 milioni (visto che vale meno) se non la Fondazione Montepaschi, guidata dal futuro coltivatore di uva Mancini, messo li dallo stesso Mussari a firmare ciò che Mussari gli dice di firmare.

E cosa ha detto il caro Vigni (a cui hanno venduto il vigneto) (ancora per poco direttore generale?) Sembrerebbe che abbia commentato:….NON SIAMO ALLA FRUTTA MA AL VINO (del dessert, ovviamente)

ed anche l’Ass. Pietraserena sembra nutrire seri dubbi:

“Tutto bene, tutti bravi, ma il titolo MPS, pesantemente criticato dagli analisti anche con importanti tagli ai vari rating, precipita ancora in Borsa, toccando sempre nuovi minimi, e aprendo serie preoccupazioni sull’indebolimento patrimoniale della Banca e della Fondazione MPS, causato soprattutto dalla scriteriata acquisizione di Antonveneta.Non ci stupisce più la spudoratezza con la quale il management della Banca e della Fondazione, i vertici politici di Siena (compresi alcuni esponenti del centrodestra forse attratti, come sempre, dalle sirene di eventuali nomine) e parte della stampa e dei media (forse apprezzando l’enorme incremento pubblicitario di MPS hanno enfatizzato gli sporadici aumenti del titolo in borsa omettendo invece i pesanti ribassi) cercano inutilmente di difendere l’incauta operazione.Rimaniamo invece colpiti dalla passività e dall’acquiescenza dei Sindacati, che si associano sorprendentemente ad un ridicolo plauso, forse convinti da motivazioni a noi sconosciute, senza tenere in alcun conto i tanti aspetti dubbi del chimerico piano industriale del MPS, basato su sacrifici certi, la maggior parte a carico dei dipendenti da loro rappresentati, e su benefici sperati.Vogliamo sottolineare che, comprare una Banca (o una società, una casa o qualsiasi altro bene) al doppio del suo valore, e con soldi di altri, non sia significativo di abilità e capacità, ma possa essere indice di scarsa competenza e sagacia, o, peggio ancora, di un’eventuale partecipazione ad un progetto gestito da soggetti non attenti, in questo caso, agli interessi della Banca MPS. Facendo due conti veloci sul maggior valore attribuito ad Antonveneta rispetto alla reale valutazione dei mercati, e sulla perdita del settore bancario dal momento della sua acquisizione da parte del MPS, possiamo tranquillamente dimostrare che il management della nostra Banca, in soli sei mesi, ha gettato via ca. 5 miliardi di Euro, da sommare agli altri ca. 5 miliardi bruciati dalla capitalizzazione del titolo MPS; un totale di ca. 10 miliardi di euro (20.000 miliardi delle vecchie lire), appartenenti alla Comunità Senese, mai più recuperabili. A questo punto non rimane che confidare in un miglioramento della situazione economica internazionale per sperare di uscire da questa delicata situazione nelle quale è stata messa la Banca MPS da un management che non è stato capace di fare corrette previsioni sulle, pur evidenti, prospettive negative dell’economia; una colpa grave per chi, ricoprendo (per noi inopportunamente) alti incarichi, percepisce compensi spropositati, e che non potrà essere sanata nemmeno da un futuro, quanto auspicato e forse fisiologico, recupero di valore del titolo. Invitiamo la cittadinanza ad un più attento controllo delle proprie peculiari Istituzioni, ad iniziare dalla revisione dei loro Statuti, e, in particolare, dei meccanismi di nomina, oggi basati sull’appartenenza partitica e non sul merito, senza tenere in alcun conto la trasparente selezione delle competenze e delle professionalità, il principio dell’unicità degli incarichi, dell’equità dei compensi, del ricambio dei ruoli e del­la valorizzazione dei legami con il territorio”.

Associazione Culturale Pietraserena – Siena

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