La casta di Siena

Blog non ufficiale del libro-denuncia sul sistema di potere senese

Posts Tagged ‘fondazione’

MPS crolla sotto l’euro e mezzo

Posted by grilliparlantisiena su ottobre 18, 2008

da Yahoo Finanza:

Banca MPS in profondo rosso. La strategia suggerita da Unicredit

Quotazioni BMPS.MI 1.45 -3.71%

La lente d’ingrandimento di Unicredit si sofferma su Monte dei Paschi
(Milano: BMPS.MI – notizie) di Siena. Il broker ritiene che il titolo
sia da tenere (hold), con prezzo obiettivo a 2,56 euro. Le azioni di
Banca Mps reagiscono a Piazza Affari con un -4,65%, scambiate a 1,47  euro.

Il blog Mercato Libero commenta così la notizia:

MUSSARI ONTA E DISONORE

Il titolo MONTEPASCHI è FINITO SOTTO 1,50 EURO.

Sembra che qualcuno si sia stufato che Mussari cercasse di mantenere il
prezzo del titolo sopra 1,50.

Oggi si è vista la rovina di una città: Siena.

MPS è stato depredato da Botin, con l’aiuto di Geronzi e con la COMPLICITA’
DI UN UOMO CHE TIENE PER LE PALLE SIENA E LA FONDAZIONE: L’AVVOCATO MUSSARI.

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Nel PD va tutto bene. Basta cambiare due cose: la musica e i suonatori

Posted by grilliparlantisiena su agosto 26, 2008

Le scadenze plurime del 2009 si avvicinano e nel PD si entra in fibrillazione. Le vicende del regolamento delle primarie in Toscana,  cui Ceccuzzi partecipa non senza difficoltà, sono eloquenti.

Ma anche a Siena, quasi a conclusione della (paradossale) festa dell’Unità e a significare che in quella sede si recita più che
discutere, il dibattito entro il PD si apre sui giornali.

Alcuni ex-Margherita (ma anche un  ex-Liste Civiche…) come i “giovani” Consiglieri Comunali  Gagliardi, Ranieri e Vannini rilevano, senza grande originalità invero, che merito e competenza non sempre sono correlate all’età anagrafica, per chiedere spazio nelle prossime nomine.

E non meraviglia. Più interessante invece è che esponenti ex-DS (Brenci e Petricci Consiglieri Comunali, e Paolo Mazzini e Luca Turchi, attivi nel partito) prospettino implicitamente il rischio Roma anche a Siena! Che parlino di risorse mortificate e sopite, di scissione tra base e vertici di partito, di candidati paracadutati, scelte ristrette, passaggi opachi…

C’è bisogno di più per attestare un malessere profondo? La percezione che manchi il “progetto credibile e soprattutto… idee e persone giuste per affrontare le non facili sfide” è forte e lanciata a chi di dovere nel partito.

Bene, cari amici, ma quando articolerete più chiaramente il discorso? Non sarebbe il caso di cominciare a dire che è il blocco di potere che domina la città che provoca quei guasti che andate (prudentemente, sia chiaro) lamentando?

Finché in città – ossia in Comune, Fondazione, MPS – prevarrà l’oligarchia attuale, gli snodi decisivi per la città (come le prossime nomine) sfuggiranno a selezioni serie e credibili.

Il ringiovanimento ci potrà anche essere, ma se frutto di cooptazione non cambierà nulla; la strada sarà ancora una volta chiusa per l’autentica partecipazione, per il merito, per la crescita democratica con buona pace dei rituali di partito.
Altroché volontariato generoso ci vuole… Il Partito Democratico, se vuole dare segni di novità deve mettere completamente in discussione l’assetto dei poteri in città, facendo emergere conflitti d’interesse e incompatibilità, che non possono valere furbescamente solo per Berlusconi!

Mario Ascheri

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Gira che ti rigira…sempre loro sono !!!

Posted by grilliparlantisiena su luglio 1, 2008

Da SienaNews:

E’ stato definito questa mattina l’acquisto della tenuta di Fontanafredda di proprietà del Gruppo Monte dei Paschi, che ne ha deciso la cessione in quanto non più strategica alla luce del nuovo piano industriale della banca. A rilevare le quote della società per la cifra di 90 milioni di euro, una cordata con capofila la Fondazione Mps, attraverso un’operazione volta a diversificare il portafoglio immobilizzato con diversi settori, tra i quali l’agroalimentare.


“E’ stato approvato stamani il nuovo Cda ed il nuovo statuto della società – ha commentato il presidente della Fondazione Gabriello Mancini – Nove i membri delegati dal Cda. Siamo molto soddisfatti come Fondazione di muoversi in questo nuovo settore sia per l’importante investimento patrimoniale che abbiamo fatto oggi con i nuovi soci che per un motivo affettivo, per mantenere il legame che esiste tra Siena e Fontanafredda. Per la Fondazione è fondamentale rimanere legati alle esigenze del territorio”.

Quale sia questo legame il pres. Mancini dovrebbe spiegarcelo: forse è importante per i brindisi del CdA della Fondazione ?

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Monte dei Paschi, chiusa acquisizione Antonveneta

Posted by grilliparlantisiena su maggio 30, 2008

Da SienaNews:

Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Santander hanno concluso le operazioni di compravendita di Antonveneta per 9 miliardi di euro. Lo si apprende da una nota secondo la quale i presidenti dei due gruppi Emilio Botin e Giuseppe Mussari, riuniti a Madrid per la sigla dell’accordo definitivo, hanno valutato la ‘possibilita’ di opportunita’ di accordi congiunti in settori quali il corporate banking, servizi di tesoreria e servizi bancari in America Latina’.

“Non va sottovalutato – conclude il presidente della Fondazione Mps – che al contempo si schiudono, dopo quelle derivanti dalla joint venture con Axa,  anche nuove prospettive di partenariato internazionale tramite forme di collaborazione con un grande gruppo quale è il Banco Santander. Tutti elementi che ci fanno guardare fiduciosi al futuro, sicuri che i vertici ed il management di Banca Mps, ai quali va il plauso per l’operazione appena conclusa,  sapranno cogliere quegli obiettivi di creazione di valore che dall’operazione Antoveneta tutti si attendono”.

Se son rose fioriranno, se son cacche…:-)

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Siena = Potere Politico + Potere Economico ?

Posted by grilliparlantisiena su maggio 16, 2008

Sempre sul tema MPS (questa volta si parla della Fondazione) ecco un esempio di come a Siena il potere politico ed economico vada a braccetto (da SienaProvinciaInforma):

Proseguire nel percorso di sviluppo economico, infrastrutturale, culturale e assistenziale del territorio. Con questo obiettivo è stato approvato in Consiglio provinciale il documento di indirizzo per la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ai fini delle valutazioni delle richieste di erogazione. «Sono diverse le priorità individuate dal documento – ha sottolineato il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini – e sulle quali è necessario proseguire un processo di sviluppo già avviato nel tempo oltre a quelle che trovano nuova linfa vitale nelle politiche amministrative appoggiate dalla Fondazione Mps.

Proprio in relazione a questo Ceccherini rispondendo ad una sollecitazione del Consigliere Loretana Battistini sulla recente vicenda del deposito di gomme di Rapolano Terme ha proposto che sulla base del piano di bonifica del Comune di Rapolano Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente e Fondazione possano collaborare per migliorare la situazione dando una risposta concreta a questo problema.

presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini che ha sottolineato: «Anche per il 2008 l’obiettivo è quello di incrementare le erogazioni per le attività istituzionali puntando al raggiungimento dei 260milioni di euro proseguendo il trend positivo avviato nel 2001 e che ha visto lo scorso anno una forte attenzione al territorio senese a sottolineare la sinergia tra Fondazione ed enti pubblici. Nel 2007, infatti, la distribuzione geografica dei contributi è stata per oltre il 53% sul comune di Siena, per circa il 26% per il resto dei comuni senesi e per meno del 9% per il resto delle province toscane. Questi dati – ha concluso Mancini – a sottolineare il forte legame con il territorio e la forte unità d’intenti con le priorità di sviluppo degli enti preposti al governo di Siena e provincia».

Il legame è talmente forte che, guarda caso, i recenti Sindaci di Siena erano usciti da MPS per poi rientrarvi (ad. esempio l’ex sindaco Piccini o l’attuale Cenni – vedremo se tornerà in MPS a fine mandato….) una volta terminato il mandato amministrativo. Lo stesso sospetto che la trasmissione Report ha sottolineato parlando di Siena.

Il documento è stato approvato con 19 voti favorevoli (Pd, Prc, Sdi, Fi), 2 voti contrari del gruppo di Alleanza Nazionale e l’astensione del consigliere Lorenzo Rosso di AN. Tra i punti rilevanti del documento anche il parere favorevole alla scelta della Fondazione di sostenere l’acquisizione di Banca Antonveneta da parte della Banca Mps. «Un parere del tutto favorevole – ha sottolineato Marco Nasorri (PD) – sia sull’operazione Antonveneta sia sull’operato della Fondazione che ci auguriamo, anche grazie al nostro documento di indirizzo, possa portare avanti l’importante contributo allo sviluppo del territorio».

Per il momento non sembra che l’operazione Antonveneta stia dando buoni frutti. Vedremo in futuro.

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Fondazione: 260 milioni di euro per le attività del 2008

Posted by grilliparlantisiena su aprile 28, 2008

Da IlCittadinoOggi:

SIENA. Sarà di circa 260 milioni di euro la somma a disposizione della fondazione Mps per le attività del 2008.

I dati ufficiali saranno resi noti mercoledì nell’annuale incontro di presentazione del bilancio nella sede di palazzo Sansedoni. In ogni caso occorre ricordare che lo scorso anno le erogazioni erano state di 173 milioni.

L’incontro di questa mattina tra Mancini e il consiglio provinciale si è concluso con l’approvazione di un lungo documento nel quale tra le altre cose si da un giudizio positivo dell’acquisizione di Banca Antonveneta: “Tale scelta – si legge nello stesso documento – pur resa complessa da una difficile situazione dei mercati finanziari mondiali, sembra avere tutte le caratteristiche per completare il percorso di sviluppo nazionale di banca Mps, confermando a pieno che il legame con Siena, le sue istituzioni è elemento dinamico di sviluppo”. Il documento è passato con i voti del centro sinistra,Udc e Forza Italia, mentre alleanza nazionale si è spaccata. Lorenzo Rosso infatti si è astenuto mentre gli altri due consiglieri, Gilberto Mencacci e Angela Ciarrocchi, hanno votato contro.

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L’ASSEMBLEA dei soci di Banca Mps oggi è convocata in seduta ordinaria …

Posted by grilliparlantisiena su aprile 24, 2008

Da LaNazione di Siena:

L’ASSEMBLEA dei soci di Banca Mps oggi è convocata in seduta ordinaria (ore 9 nell’auditorium di viale Mazzini) per approvare il bilancio da record del 2007. L’utile di 1.437,6 milioni di euro e il dividendo di 0,21 (più 24 per cento) rappresentano il «miglior risultato di sempre» per la Rocca e oggi spetterà al presidente, Giuseppe Mussari, e al direttore generale, Antonio Vigni, illustrarlo ai soci.

NON SOLO bilancio, ovviamente. Con l’approvazione dei dati relativi al 2007 si chiude virtualmente un’epoca per Banca Mps. L’istituto senese, da qui a giugno, completerà l’acquisizione di Antonveneta e — forte anche della consolidata partnership con Axa e dell’ingresso del banco di Santander — si affaccerà sul mercato europeo come il terzo gruppo bancario italiano.

Nel frattempo, la partecipazione di palazzo Salimbeni è scesa dal 58,5 per cento al 53,2. Lo ha comunicato ieri la Consob. La discesa è frutto della diluizione dovuta all’aumento di capitale da 950 milioni di euro deciso dalla banca e riservato a Jp Morgan. Un atto che rientra nel piano di finanziamento della Rocca per l’operazione Antonveneta e che non provoca alcun alterazione degli equilibri: infatti, la Fondazione tornerà in possesso della propria quota originaria a operazione conclusa. Sempre la Consob, ieri, ha annunciato che Mps detiene il 3,81 per cento del capitale di Prysmian.

Oggi, inoltre, si chiude l’asta per la vendita di Palazzo dei Normanni a Roma che frutterà circa 250 milioni di euro. Infine, sono quattro le società — Generali, Sansedoni, Fimit e Beni Stabili — in corsa per il ruolo di partner di minoranza della nuova società cui Banca Mps conferirà tutti gli immobili strumentali.

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Banca Mps: fine dell’era senese. Ora si guarda oltre le mura

Posted by grilliparlantisiena su aprile 21, 2008

Da IlCittadinoOggi:

SIENA. Giovedì 24 aprile l’assemblea appoverà il bilancio record di Banca Mps, che presenta un utile netto di 1.437,6 milioni di euro e un dividendo di 0,21 euro per azione (+24 per cento). Gli accordi con il gruppo Axa, l’acquisizione di Banca Antonveneta, ormai in fase di ultimazione, l’ingresso tra i soci degli spagnoli di Santander hanno trasformato il Monte, ora definitivamente uscito dai confini di Siena.

I soci storici del Monte (da Caltagirone a Zaleski alla Fondazione che detiene il 58,8 per cento) e quelli più recenti (Axa e gli spagnoli di Santader) hanno già garantito il sì all’aumento di capitale di 5 milioni di euro per l’operazione Antonveneta.

Ad esso andrò aggiunto il ricavato dalla vendita di Palazzo dei Normanni a Roma, la cui asta, via internet, è in programma il prossimo 24 aprile. La valutazione sarebbe intorno ai 250 milioni di euro. Verso la conclusione anche l’operazione sugli immobili strumentali (tra 1,5 e 1,8 miliardi), che prevede una nuova società di gestione con un partner industriale al 49 per cento, con un incasso per il Monte che dovrebbe andare tra i 700 e gli 800 milioni di euro.

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Il piano in salita del Montepaschi

Posted by grilliparlantisiena su marzo 18, 2008

Da Repubblica.it Affari e Finanza:

Una regola aurea per chi vuole convincere gli altri lo sanno bene i venditori di ogni specie è credere a quello che si dice. Giuseppe Mussari, presidente di Banca Monte dei Paschi, che in questi giorni è in giro per l’Europa per i road show di presentazione del piano triennale, corrisponde perfettamente a questo genere di persone. Si vede lontano un miglio che crede in quello che dice. Non soltanto. Dà anche l’impressione a chi lo sta a sentire in questa fase soprattutto gli analisti delle banche d’affari di essere una persona determinata nel perseguire i suoi obbiettivi. E quasi sicuramente si tratta di un’impressione che ha un contenuto reale.
Tuttavia, i primi report delle banche d’affari all’indomani della presentazione del piano triennale che integra Antonveneta all’interno del gruppo bancario non sono così amichevoli. Non che considerino impossibili da raggiungere i target fissati. Ma certo li vedono, al momento, piuttosto ambiziosi. E poi, si sa, gli analisti sono un po’ freddini, l’entusiasmo per le scommesse li scalda poco. Loro sono abituati a ragionare sui numeri, fanno i confronti con i dati delle altre banche, e raggiungono conclusioni semplici. Poi, più in là, se le cose cambiano, se le scommesse sono vinte, sono sempre pronti a cambiare idea. Ma intanto sia Dresdner Kleinwort che Ubs danno delle azioni Mps un giudizio ‘sell’, ovvero vendere.
Dresdner dice chiaro e tondo che i 2,2 miliardi di utile netto previsti per il 2011 (alla fine del piano) sono «realmente ambiziosi». E si spinge fino a considerare eccessive le sinergie totali (sia da ricavi che da costi) che il Monte indica in 732 milioni: «Per noi le sinergie totali non supereranno i 410 milioni». E il prezzo delle azioni, secondo Dresdner, si abbasserà a 2,60 euro (contro i circa 3 attuali).
Gli analisti di Ubs vanno ancora più in profondità. E fanno dei calcoli forse un po’ banali ma, per chi fa questo mestiere, inevitabili. «Se prendiamo i target di profitto dell’Mps al valore facciale e includiamo la quantità di capitale che dev’essere raccolta (6 miliardi di euro), viene fuori che la banca viene scambiata sulla base di un P/E (price/earning, prezzo/utili) al 2011 di 7, equivalente a un P/E di 8,5 nel 2009, ovvero con un premio del 18 per cento su banche equivalenti. Ubs, che pure conferma il giudizio ‘sell’, è più generosa con Mps e sale a 2,9 euro come target a 12 mesi, poco sotto i valori attuali. La stessa banca d’investimenti trova comunque ragionevoli i target di crescita dei ricavi.
Certo, si tratta soltanto dei primi report subito dopo la presentazione del piano triennale. Ci sarà tempo e modo per verificare, passo dopo passo, i progressi dell’integrazione fra Mps e Antonveneta. E, come si è detto, i giudizi degli analisti possono cambiare con una velocità impressionante, soprattutto se si modifica il quadro economico generale. Il presidente Mussari, oltre a confidare nelle capacità del management di raggiungere gli obbiettivi prefissati, ritiene che la situazione generale oggi caratterizzata dalla crisi del credito innescata dai subprime prima o poi migliorerà, riportando i valori delle banche, anche di quelle come Mps e di altri istituti italiani che nulla hanno a che vedere con i problemi americani, a livelli più equi. Insomma, secondo il presidente ora c’è un po’ da soffrire e gli obbiettivi del piano sono ambiziosi ma del tutto abbordabili. «Ad esempio dice Mussari «le sinergie da ricavi sono il 3,5% sul totale, contro una media delle altre fusioni superiore al 4. Le sinergie di costo, poi, non riguardano solo l’integrazione di Antonveneta, ma anche il gruppo Mps, con la cancellazione delle società Bam e Banca Toscana».
Resta il fatto che il Monte dei Paschi, come in altre occasioni passate, sembra aver pagato cara la sua preda. A ben pensarci, un prezzo alto è stato per l’istituto di Siena quasi una costante delle più importanti operazioni effettuate negli ultimi anni. Dall’acquisizione a prezzi esorbitanti e sulla base del boom di Internet, di Banca 121, rivelatasi alla prova dei fatti meno utile di quanto allora non si credesse; all’acquisto della quota del 5 per cento in Bnl in vista di un’operazione che alla fine non si è concretizzata ma che ha fatto perdere all’istituto senese alcune centinaia di milioni.
Anche questa volta, con Antonveneta, il diavolo ci ha messo lo zampino. L’operazione, arrivata improvvisamente senza alcun annuncio, all’inizio sembrava un colpaccio. Certo, che il Monte dei Paschi avesse pagato cara la sua preda, valutata 9 miliardi, era chiaro fin dall’inizio. Ma ci stava, soprattutto perché apriva alla banca di Siena, tradizionalmente arroccata in poche regioni oltre alla Toscana, vero core business, un’area geograficamente importante come il Nord Est. Poi, però, è arrivata la crisi dei subprime e il crollo in Borsa dei titoli finanziari. Il Santander ha fatto appena in tempo a vendere a Mps Antonveneta che è venuto giù tutto (qualcuno nota, malignamente, che proprio il Santander ha fatto l’operazione più azzeccata: vendendo Antonveneta a prezzi alti e rientrando direttamente in Mps un 1 per cento a prezzi stracciati).
In conseguenza del crollo dei valori di Borsa, l’istituto guidato da Mussari ha dovuto rifare tutti i conti per il funding dell’operazione. Mentre la Fondazione che avrebbe potuto usare l’occasione dell’aumento di capitale per far scendere il suo peso favorendo l’ingresso di nuovi soci ha dovuto sottoscrivere tutta la sua quota per non diluire il suo premio di maggioranza. Certo, nuovi soci sono entrati, come il Santander. O come Axa, che dopo aver acquisito il 50 per cento di Mps Vita ha preso un 2,525 per cento della banca. O come la Carlo Tassara di Zaleski, arrivata al 2,463 per cento. E tutti, compreso Caltagirone con il suo 4,7 per cento, sottoscriveranno l’aumento di capitale.
Questa è in fondo la forza di Mussari: qualcuno che crede nell’azienda e nelle sue possibilità di sviluppo come terzo polo bancario italiano. «Presente sottolinea Mussari in tutto il territorio italiano con una quota di mercato del 9 per cento. E che adesso, con l’acquisizione di Antonveneta, ha il 43 per cento delle sue filiali al Nord».

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