La casta di Siena

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Lega Nord su MPS e Banca Agricola Mantovana

Posted by grilliparlantisiena su agosto 29, 2008

INTERVENTO DANIELE PARENTI, RAPPRESENTANTE LEGA NORD SIENA

Socio Daniele Parenti, in rappresentanza della Lega Nord di Siena
Signori azionisti, prendo la parola in questa Assemblea per analizzare l’operazione di fusione per incorporazione della Banca Agricola Mantovana con il Monte dei Paschi. Questo fatto, che può sembrare di per sé poco significativo nel contesto della complessiva ed inopportuna operazione di acquisizione della Banca Antonveneta, è un ulteriore pericoloso indebolimento della Banca in generale e dell’identità territoriale di una delle più solide e conosciute realtà della Lombardia.
La perdita di questa identità non potrà non avere riflessi in termini di fidelizzazione dei clienti dell’area in questione, come la scelta di acquisire una Banca come l’Antonveneta, di fatto senza alcuna ricerca o studio adeguato, verrà duramente pagato sia dal nostro territorio che da quello in cui il Monte dei Paschi intenderebbe operare.
Voglio subito dire che se i dati usciti in maniera ufficiale dal Monte dei Paschi
troveranno conferma, dobbiamo sottolineare che l’aumento in un solo anno di oltre il
17% del costo del personale ha un solo significato: il Monte, come già annunciato,
sarà costretto a fare una drastica politica di licenziamenti e riduzione del personale dipendente mettendo in mezzo alla strada molti lavoratori e creando gravi problemi occupazionali in un comparto già in crisi.
Questa fusione per incorporazione deriva direttamente dal grave, complessivo errore
determinato dall’acquisto dell’Antonveneta, fatto, questo, che il sottoscritto aveva già denunciato alla scorsa Assemblea.
L’errore, sia sul prezzo pagato che di scelta della tempistica, è stato chiaramente
esplicitato dal comportamento tenuto dal Presidente della Fondazione, Gabriello
Mancini, che ha dichiarato alla stampa di aver addirittura “tentato di rivedere il
contratto con il Santander”. Questo significa che la Fondazione Monte dei Paschi non
era soddisfatta degli accordi stipulati ed ha cercato di cambiarli senza successo.
Spieghi ora, in questa sede, Mancini, se continua ad approvare l’intera operazione o se deve fare delle critiche o rilievi al modo con cui si è comportato il management ed il CdA della Banca MPS.
Spieghi, se può, il Presidente della Banca l’andamento del titolo, che è stato di gran lunga il più penalizzato del settore bancario dal momento dell’acquisizione, ed il perché una Società leader come JP Morgan, conosciuta per la propria prudenza, abbia drasticamente tagliato il rating del Monte da 3.7 a 2 Euro per azione. Il taglio, che si commenta da solo per ampiezza, potrebbe avere ulteriori riflessi negativi sul Titolo, impoverendo sempre più piccoli azionisti e dipendenti e potrebbe avere ricadute anche nel Nord, dove, senza risorse, si vorrebbe andare ad operare. Ci dica ancora, il Presidente, quali prospettive a breve, medio e lungo termine prevede per le quotazioni del titolo Monte dei Paschi.
In ogni caso, queste criticità si riverseranno in un’area produttiva e vitale ed a danno di un territorio, della sua gente e della sua immagine, che pagheranno duramente le scelte di chi non ha a cuore l’identità territoriale né la nostra né quella mantovana.

INTERVENTO DI GIOVANNI FAVA, ONOREVOLE LEGA NORD

Egr. Signori,
È doveroso premettere che sto venendo meno ad un principio che ritengo sacrosanto e che riguarda l’assoluta libertà riservata al mondo dell’impresa rispetto al variegato universo della politica. Ma stavolta non posso farne a meno. Le scelte
apparentemente solo aziendali di codesto gruppo bancario genereranno inevitabilmente
conseguenze sociali ed economiche per il territorio in cui vivo e che mi onoro di
rappresentare nella più alta sede istituzionale di questo paese. Per questo motivo ho atteso inutilmente per mesi che altre istituzioni mantovane facessero sentire la propria voce.
Purtroppo così non è stato (se si esclude qualche petulante battibecco tutto interno al centrosinistra fra soggetti in cerca di responsabili politici per l’attuale situazione) e per questo ho inteso esprimere pubblicamente un certo disagio e qualche perplessità alla quale spero qualcuno intenda rispondere con sincerità e puntualità. Da oggi finisce una storia! Da oggi la Banca Agricola Mantovana chiude i battenti. Nell’assordante silenzio di tutti i soggetti che avrebbero titolo per dire qualcosa, una parte consistente della nostra storia locale sparisce nel nulla senza che nessuno dal mondo sindacale, dall’associazionismo imprenditoriale e perché no, dalla politica, abbia la voglia o il coraggio di chiedere almeno: perché? Tutto qua. Senza indebite ingerenze nelle autonome scelte aziendali di un gruppo bancario che solo pochi anni fa era sbarcato a Mantova promettendo continuità e territorialità. Autonomia e sviluppo. Ciononostante da oggi, ad eccezione del territorio provinciale mantovano dove resteranno almeno le insegne sugli edifici, in tutto il paese la Bam sparisce. Sembra poi fantascienza rileggere alcuni passaggi del bilancio socio ambientale 2007 distribuito al pubblico solo qualche mese fa. Nella lettera del Presidente e del Direttore Generale si fa riferimento proprio al rapporto
col territorio come ad una delle principali virtù dell’Istituto: “ Bam, orgogliosa di
registrare nelle proprie indagini qualitative un tasso di fidelizzazione della clientela del 95,2% come si può evincere dal capitolo clienti, può presentare la sua -buona reputazione- costruita nel lungo periodo della sua storia con proprie azioni nei riguardi di clienti, dipendenti, istituzioni, comunità locali e fornitori”. Sembra incredibile, ma solo qualche settimana dopo aver letto queste frasi ci siamo trovati a fare i conti con delle scelte che contraddicono le stesse in modo netto. A questo punto vengono spontanee alcune riflessioni ed altrettanti quesiti. Quale sarà il ruolo di Mantova nella nuova organizzazione? Verrà mantenuta un’area provinciale con una propria dirigenza? Se si, con quale livello di autonomia? La sopravvivenza della sola Fondazione Bam sarà garantita con lo stesso flusso di risorse degli ultimi anni? Ci si rende conto che venendo meno gli interventi diretti della banca di questi anni, che sempre nella relazione sopra
richiamata ammontano complessivamente a 390 milioni di euro distribuiti sul territorio, i circa due milioni annualmente distribuiti dalla fondazione rischiano di sparire anche al confronto dei competitori bancari che godono certamente di maggiori disponibilità per finalità analoghe? Insomma, una prospettiva a tinte fosche quella che si apre dopo questa scelta e che rischia di compromettere ulteriormente il già fragile equilibrio economico sociale di una provincia e di un territorio come quello mantovano già seriamente provato dalla difficile congiuntura che sta attraversando il nostro Paese. Non vorremmo trovarci fra qualche anno a discutere di razionalizzazioni ulteriori che coinvolgano il personale e
tutto l’indotto che in questi secoli hanno ruotato intorno a quella che fino a ieri i
mantovani consideravano una propria istituzione.
On. Giovanni Fava

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Continua la svendita MPS !

Posted by grilliparlantisiena su agosto 8, 2008

Con una base d’asta di 1 miliardo di euro, il Gruppo MPS si appresta a vendere 120 sportelli della Banca Toscana e 30 di Banca Antonveneta.

Da IlCittadinoOnline:

SIENA. “Mps, via alla maxi-asta da un miliardo per le filiali”: è questo il titolo che oggi (8 agosto) apriva la pagina 35 del quotidiano “Il Sole 24 Ore”.
Il gruppo Monte dei Paschi di Siena ha indetto un’asta per la vendita di 150 filiali, come richiesto dall’Autorità  Antitrust.
Gli sportelli che verranno ceduti si trovano quasi tutti in Toscana (circa 100) mentre 20 si trovano in Roma e provincia e le restanti 30 nelle regioni di Lombardia, Piemonte e Umbria.
Il marchio in vendita è quello di Banca Toscana per 120 sportelli e di Antonveneta per i restanti 30.
Base d’asta: un miliardo di euro.

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MPS e Botin sul Sole24Ore

Posted by grilliparlantisiena su luglio 16, 2008

Dal Sole24Ore:

Con l’acquisizione di Alliance & Leicester, il Banco Santander ha ancora una volta dimostrato di essere a caccia di nuove prede e soprattutto di avere i muscoli finanziari per farlo. Del resto la banca guidata da Emilio Botin è stata eletta dalla rivista “Euromoney” come l’istituto meglio gestito nel mondo. Un riconoscimento doveroso dato che i risultati del Santander sono ineccepibili, così come le prospettive di crescita, o il “fiuto” per gli affari.

Valga per tutti la maxi-plusvalenza realizzata su Antonveneta a tempo di record, tra la sua acquisizione e la sua cessione al Monte dei Paschi di Siena. Banca che, secondo voci sempre più frequenti negli ambienti finanziari madrileni, sarebbe sempre più nel mirino del Santander, accreditato di una quota del capitale superiore al 2% e pronto ad intervenire a sostengo dei piani di sviluppo dell’istituto senese. Ovviamente cercare di ottenere delle conferme dalla banca spagnola è impossibile, anche se i segnali in direzione di Siena, si stanno facendo sempre più consistenti.

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MPS ed Antonveneta: la mozione delle liste civiche senesi

Posted by grilliparlantisiena su giugno 26, 2008

Mozione

I sottoscritti Consiglieri Comunali delle Liste Civiche Senesi

Preso atto


Che per quanto pubblicato nei siti della Banca Monte dei Paschi di Siena Spa e di Borsa Italiana e dalle notizie diffuse dalla stampa finanziaria nazionale si sono appresi dettagli riguardanti l’acquisizione della Banca Antonveneta con forti elementi di divergenza rispetto a quanto originariamente dichiarato anche nelle comunicazioni diramate dalla Fondazione Monte dei Paschi;


Considerato


Che l’operazione stessa è la ragione principale del continuo ribasso registrato nella quotazione del titolo Monte Paschi che sta producendo un danno ai piccoli azionisti (ivi compresi i dipendenti della Banca e le famiglie senesi) e costituisce un “impegno” straordinario in termini di risorse patrimoniali della Fondazione e di rischi sulla sua futura redditività;


Chiedono


Che venga al più presto effettuata una riunione con il Presidente della Fondazione Monte Paschi perché lo stesso informi se tali nuovi elementi erano già a conoscenza sua e degli organi amministrativi dell’Ente, in particolare per quanto riguarda i seguenti fatti, dichiarati nel documento informativo ora reso di pubblica conoscenza:
· che la banca non ha effettuato una formale due diligence finalizzata all’aggiustamento del prezzo di acquisizione e che le è stato consentito, solo dopo la sottoscrizione dell’Accordo, di effettuare una verifica conoscitiva (due diligence) sulle principali tematiche contabili, fiscali e legali del Gruppo Antonveneta.;
· che ai fini della determinazione del prezzo non sono state redatte perizie di stima;
· che BMPS ha acquisito Banca Antonveneta da ABN AMRO;
· che il valore complessivamente pagato quale prezzo di acquisizione del Gruppo Antonveneta è ammontato a miliardi di Euro 10,124 (e non 9,000 come precedentemente annunciato) comprendendovi altri oneri tra i quali 230 milioni per interessi calcolati sul Prezzo Base dalla data di stipula del contratto di cessione (8 novembre 2007) sino alla data di closing dell’operazione (30 maggio 2008);
· che la banca sarà chiamata (come nuova Capogruppo di Antonveneta) a sostituire le linee di finanziamento che ABN AMRO aveva accordato a Banca Antonveneta per un importo complessivo di circa Euro 7.500 milioni,
· che tale processo di sostituzione non rientra nelle condizioni previste dal contratto di acquisizione e che, in assenza di tutte le informazioni addizionali (valutazioni, perizie, ecc.) necessarie per una determinazione sufficientemente attendibile delle attività, passività, attività potenziali e passività potenziali del Gruppo Antonveneta, si è preliminarmente proceduto ad iscrivere nella voce “Avviamenti” la differenza, pari a Euro 7.292 milioni, tra il costo complessivo dell’acquisizione e il patrimonio netto consolidato del Gruppo Antonveneta al 31 dicembre 2007, al netto dei propri avviamenti residui (Euro 625 milioni), come risultante dopo il processo di deconsolidamento del Guppo Interbanca;
· che, tra i rischi, viene preventivato nel documento informativo quello della perdita di clienti e di personale di rilievo da parte della società acquisita e di difficoltà relative al coordinamento del management e che, pertanto, si afferma che il processo di integrazione tra BMPS e il gruppo facente capo a Banca Antonveneta potrebbe non essere completato ovvero essere completato con tempi e modi diversi da quelli originariamente pianificati e comportare costi non previsti dalla Società;


Ritenuto


che l’argomento, per la sua oggettiva rilevanza anche in prospettiva, debba, per la fonte pubblica di provenienza, formare oggetto di specifico incontro volto a chiarire i termini suesposti, in modo da confermare o eventualmente smentire gli stessi;

Impegnano


Il Sindaco a promuovere il richiesto incontro nei tempi più rapidi.

Siena 24 giugno 2008

Liste Civiche Senesi
Mario Ascheri
Marco Falorni
Pierluigi Piccini
Franco Bossini
Vittorio Stelo

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Banca Monte dei Paschi di Siena indica Il nuovo Cda di Antonveneta

Posted by grilliparlantisiena su giugno 24, 2008

Da SienaNews:

Del board di Antonveneta, nominato dall’Assemblea dei soci di quest’ultima, faranno parte: Andrea Pisaneschi (presidente), Massimo Caputi (vice presidente vicario), Enrico Marchi (vice presidente), Ernesto Rabizzi, Carlo Querci, Lucia Coccheri, Dario Montinari, Aniceto Vittorio Ranieri, Massimo Carraro, Lauro Buoro, Nereo Destro, Walter Dalla Costa. Giuseppe Menzi sarà l’amministratore delegato.
Il Collegio Sindacale di Banca Antonveneta sarà composto da: Pietro Fabretti (presidente), Alberto Dalla Libera e Claudio Bianchi.

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SBERTUCCIATO DA DE BORTOLI, MUSSARI PASSA ALL’OFFENSIVA CON PANERAI

Posted by grilliparlantisiena su giugno 20, 2008

Da Dagospia:

Giuseppe Mussari, il calabrese trapiantato a Siena per guidare MontePaschi, è passato all’offensiva.
Due giorni fa il riccioluto banchiere è rimasto di stucco quando ha letto un corsivo del Sole 24 Ore da lasciare i lividi. In poche righe il giornale di Flebuccio De Bortoli spiegava che con la montagna di soldi spesi per comprare l’Antonveneta avrebbe potuto comprarsi la tedesca Commerzbank che è 12 volte più grande.

L’articoletto sembrava scritto da un indigeno dell’Amazzonia dotato di enormi dosi di curaro, e sfotteva duramente Mussari per aver deciso di comprare Antonveneta il 18 novembre dell’anno scorso quando la bufera del credito era prevedibile. Come se non bastasse nello stesso giorno Finanza&Mercati ha rivelato che da un documento della Consob risulta un aiutino di 5 miliardi fornito a MontePaschi da quegli spagnoli del Banco Santander che si sono liberati della banca veneta con una plusvalenza strepitosa.

Di fronte a questo fuoco incrociato i capelli di Mussari hanno preso ad agitarsi in modo vorticoso e oggi arriva la difesa con la discesa in campo dei giornali che fanno capo all’editore Paolo Panerai, un uomo che ama la Toscana non solo per l’ottimo vino che produce ma anche per la storica banca che domina il territorio. Sui quotidiani “MF” e “ItaliaOggi”, Mussari passa al contrattacco e si dichiara ottimista malgrado il pesante giudizio negativo lanciato dall?agenzia Fitch sui crediti deteriorati di Antonveneta.

Lunedì il banchiere calabro-senese riunirà a Padova il consiglio di amministrazione per insediare i suoi uomini dentro Antonveneta. Nei giorni scorsi ha dato il benservito a Piero Montani, l’uomo messo nel 2003 dagli olandesi di Abn Amro, e insedierà al suo posto una pattuglia di fedelissimi, primo fra tutti quel Giuseppe Mensi di MontePaschi che sta cercando di fare pulizia in Antonveneta.

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Monte dei Paschi, chiusa acquisizione Antonveneta

Posted by grilliparlantisiena su maggio 30, 2008

Da SienaNews:

Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Santander hanno concluso le operazioni di compravendita di Antonveneta per 9 miliardi di euro. Lo si apprende da una nota secondo la quale i presidenti dei due gruppi Emilio Botin e Giuseppe Mussari, riuniti a Madrid per la sigla dell’accordo definitivo, hanno valutato la ‘possibilita’ di opportunita’ di accordi congiunti in settori quali il corporate banking, servizi di tesoreria e servizi bancari in America Latina’.

“Non va sottovalutato – conclude il presidente della Fondazione Mps – che al contempo si schiudono, dopo quelle derivanti dalla joint venture con Axa,  anche nuove prospettive di partenariato internazionale tramite forme di collaborazione con un grande gruppo quale è il Banco Santander. Tutti elementi che ci fanno guardare fiduciosi al futuro, sicuri che i vertici ed il management di Banca Mps, ai quali va il plauso per l’operazione appena conclusa,  sapranno cogliere quegli obiettivi di creazione di valore che dall’operazione Antoveneta tutti si attendono”.

Se son rose fioriranno, se son cacche…:-)

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Siena = Potere Politico + Potere Economico ?

Posted by grilliparlantisiena su maggio 16, 2008

Sempre sul tema MPS (questa volta si parla della Fondazione) ecco un esempio di come a Siena il potere politico ed economico vada a braccetto (da SienaProvinciaInforma):

Proseguire nel percorso di sviluppo economico, infrastrutturale, culturale e assistenziale del territorio. Con questo obiettivo è stato approvato in Consiglio provinciale il documento di indirizzo per la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ai fini delle valutazioni delle richieste di erogazione. «Sono diverse le priorità individuate dal documento – ha sottolineato il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini – e sulle quali è necessario proseguire un processo di sviluppo già avviato nel tempo oltre a quelle che trovano nuova linfa vitale nelle politiche amministrative appoggiate dalla Fondazione Mps.

Proprio in relazione a questo Ceccherini rispondendo ad una sollecitazione del Consigliere Loretana Battistini sulla recente vicenda del deposito di gomme di Rapolano Terme ha proposto che sulla base del piano di bonifica del Comune di Rapolano Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente e Fondazione possano collaborare per migliorare la situazione dando una risposta concreta a questo problema.

presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini che ha sottolineato: «Anche per il 2008 l’obiettivo è quello di incrementare le erogazioni per le attività istituzionali puntando al raggiungimento dei 260milioni di euro proseguendo il trend positivo avviato nel 2001 e che ha visto lo scorso anno una forte attenzione al territorio senese a sottolineare la sinergia tra Fondazione ed enti pubblici. Nel 2007, infatti, la distribuzione geografica dei contributi è stata per oltre il 53% sul comune di Siena, per circa il 26% per il resto dei comuni senesi e per meno del 9% per il resto delle province toscane. Questi dati – ha concluso Mancini – a sottolineare il forte legame con il territorio e la forte unità d’intenti con le priorità di sviluppo degli enti preposti al governo di Siena e provincia».

Il legame è talmente forte che, guarda caso, i recenti Sindaci di Siena erano usciti da MPS per poi rientrarvi (ad. esempio l’ex sindaco Piccini o l’attuale Cenni – vedremo se tornerà in MPS a fine mandato….) una volta terminato il mandato amministrativo. Lo stesso sospetto che la trasmissione Report ha sottolineato parlando di Siena.

Il documento è stato approvato con 19 voti favorevoli (Pd, Prc, Sdi, Fi), 2 voti contrari del gruppo di Alleanza Nazionale e l’astensione del consigliere Lorenzo Rosso di AN. Tra i punti rilevanti del documento anche il parere favorevole alla scelta della Fondazione di sostenere l’acquisizione di Banca Antonveneta da parte della Banca Mps. «Un parere del tutto favorevole – ha sottolineato Marco Nasorri (PD) – sia sull’operazione Antonveneta sia sull’operato della Fondazione che ci auguriamo, anche grazie al nostro documento di indirizzo, possa portare avanti l’importante contributo allo sviluppo del territorio».

Per il momento non sembra che l’operazione Antonveneta stia dando buoni frutti. Vedremo in futuro.

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Acquisizione Antonveneta: l’Isvap ha consegnato il parere all’Antitrust

Posted by grilliparlantisiena su maggio 7, 2008

Da IlCittadinoOnLine:

SIENA. Banca Montepaschi vede più vicina l’acquisizione di Antoveneta. Oggi l’Isvap ha consegnato il proprio parere all’Antitrust, che dovrà stabilire le regole per autorizzare Siena ad acquisire per 9 miliardi di euro la banca padovana, che ha una rete di circa 1.000 filiali e 1,5 milioni di clienti, subordinando l’operazione alla cessione di un certo numero di sportelli.

Il pronunciamento dell’antitrust sarà per Siena una opportunità per razionalizzare la rete del nascente gruppo Mps post-acquisizione di Antonveneta. Una cessione fino a 125 sportelli è infatti già prevista nel piano industriale che i vertici della banca senese avevano presentato a Milano lo scorso marzo.

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Fondazione: 260 milioni di euro per le attività del 2008

Posted by grilliparlantisiena su aprile 28, 2008

Da IlCittadinoOggi:

SIENA. Sarà di circa 260 milioni di euro la somma a disposizione della fondazione Mps per le attività del 2008.

I dati ufficiali saranno resi noti mercoledì nell’annuale incontro di presentazione del bilancio nella sede di palazzo Sansedoni. In ogni caso occorre ricordare che lo scorso anno le erogazioni erano state di 173 milioni.

L’incontro di questa mattina tra Mancini e il consiglio provinciale si è concluso con l’approvazione di un lungo documento nel quale tra le altre cose si da un giudizio positivo dell’acquisizione di Banca Antonveneta: “Tale scelta – si legge nello stesso documento – pur resa complessa da una difficile situazione dei mercati finanziari mondiali, sembra avere tutte le caratteristiche per completare il percorso di sviluppo nazionale di banca Mps, confermando a pieno che il legame con Siena, le sue istituzioni è elemento dinamico di sviluppo”. Il documento è passato con i voti del centro sinistra,Udc e Forza Italia, mentre alleanza nazionale si è spaccata. Lorenzo Rosso infatti si è astenuto mentre gli altri due consiglieri, Gilberto Mencacci e Angela Ciarrocchi, hanno votato contro.

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