La casta di Siena

Blog non ufficiale del libro-denuncia sul sistema di potere senese

Nel PD va tutto bene. Basta cambiare due cose: la musica e i suonatori

Posted by grilliparlantisiena su agosto 26, 2008

Le scadenze plurime del 2009 si avvicinano e nel PD si entra in fibrillazione. Le vicende del regolamento delle primarie in Toscana,  cui Ceccuzzi partecipa non senza difficoltà, sono eloquenti.

Ma anche a Siena, quasi a conclusione della (paradossale) festa dell’Unità e a significare che in quella sede si recita più che
discutere, il dibattito entro il PD si apre sui giornali.

Alcuni ex-Margherita (ma anche un  ex-Liste Civiche…) come i “giovani” Consiglieri Comunali  Gagliardi, Ranieri e Vannini rilevano, senza grande originalità invero, che merito e competenza non sempre sono correlate all’età anagrafica, per chiedere spazio nelle prossime nomine.

E non meraviglia. Più interessante invece è che esponenti ex-DS (Brenci e Petricci Consiglieri Comunali, e Paolo Mazzini e Luca Turchi, attivi nel partito) prospettino implicitamente il rischio Roma anche a Siena! Che parlino di risorse mortificate e sopite, di scissione tra base e vertici di partito, di candidati paracadutati, scelte ristrette, passaggi opachi…

C’è bisogno di più per attestare un malessere profondo? La percezione che manchi il “progetto credibile e soprattutto… idee e persone giuste per affrontare le non facili sfide” è forte e lanciata a chi di dovere nel partito.

Bene, cari amici, ma quando articolerete più chiaramente il discorso? Non sarebbe il caso di cominciare a dire che è il blocco di potere che domina la città che provoca quei guasti che andate (prudentemente, sia chiaro) lamentando?

Finché in città – ossia in Comune, Fondazione, MPS – prevarrà l’oligarchia attuale, gli snodi decisivi per la città (come le prossime nomine) sfuggiranno a selezioni serie e credibili.

Il ringiovanimento ci potrà anche essere, ma se frutto di cooptazione non cambierà nulla; la strada sarà ancora una volta chiusa per l’autentica partecipazione, per il merito, per la crescita democratica con buona pace dei rituali di partito.
Altroché volontariato generoso ci vuole… Il Partito Democratico, se vuole dare segni di novità deve mettere completamente in discussione l’assetto dei poteri in città, facendo emergere conflitti d’interesse e incompatibilità, che non possono valere furbescamente solo per Berlusconi!

Mario Ascheri

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