600.000 euro per “danni all’immagine” sono stati chiesti dall’Arcivescovo Buoncristiani, Don Acampa e la Curia senese (200.000 euro cadauno). Ma alla conferenza stampa di ieri, Raffaele Ascheri non è sembrato per nulla preoccupato delle “accuse”. Da IlCittadino OnLine:
E’ stata fissata per il prossimo 9 gennaio l’udienza per la causa civile intentata dalla Curia senese nei confronti di Raffaele Ascheri, autore de “La Casta di Siena”, uno dei libri più letti in città negli ultimi mesi.
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Non sarà un processo penale, ma quello che si dirà nel corso del processo civile sarà certamente molto interessante, anche in relazione proprio al processo penale che vede coinvolto don Acampa.
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Ha infatti citato una informativa della polizia giudiziaria sul sacerdote nella quale viene descritto come “uomo di affari, uomo di potere con relazioni sociali, politiche ed economiche di alto livello” e ancora “punto di riferimento e centro nevralgico di tutti i soggetti di spicco della finanza senese e del mondo imprenditoriale”.
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“Acampa – ha detto Ascheri – ha la delega al 100 per cento per la gestione di tutti i beni immobili e della finanza, cosa unica in Italia”. E non sono mancate considerazioni sul malumore del mondo cattolico senese che non gradisce quel che sta succedendo. Tanto che in molti avrebbero espresso ad Ascheri l’intenzione di non fare lasciti alla Curia fino a che tutto non sarà chiarito.
