La casta di Siena

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Archivio per Marzo, 2008

Franceschini (PD): “L’Italia prenda esempio da Siena”

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 28, 2008

Da IlCittadinoOggi:

 SIENA. ‘Invito Berlusconi a prendersi una camomilla’. Con queste parole il numero due del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha caratterizzato la sua visita di oggi in Piazza del Campo, in una delle tappe del tour elettorale. Franceschini si è detto emozionato perché ‘fare una conferenza stampa in Piazza del Campo è una cosa che capita una volta sola nella vita ed è in assoluto uno dei posti più belli del mondo. È anche un luogo fortemente simbolico per quello che può diventare l’Italia, perché Siena è una città che ha saputo coniugare l’orgogliosa tutela della propria storia, del proprio passato, del proprio patrimonio di bellezze, ma contemporaneamente investire sul futuro, guardare avanti, puntare sull’innovazione. Ed è esattamente la sfida che l’Italia può vincere dentro l’economia globale, scegliendo di investire su quello che ha di non copiabile, che rende il nostro paese unico nel mondo… La globalizzazione porta con sé dei rischi, ma anche delle opportunità’.

Probabilmente il Sig. Franceschini si è limitato solo all’apparenza di questa città, senza voler guardare agli scandali che ultimamente  la investono, tra cui lamaxi speculazione edilizia di Casole d’Elsa, l’arcinota questione di Monticchiello, l’atto di forza sulla questione dell’aeroporto di Ampugnano, la questione dell’incendio nella Curia Arcivescovile che vede rinviato a giudizio l’Economo Acampa…

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Il piano in salita del Montepaschi

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 18, 2008

Da Repubblica.it Affari e Finanza:

Una regola aurea per chi vuole convincere gli altri lo sanno bene i venditori di ogni specie è credere a quello che si dice. Giuseppe Mussari, presidente di Banca Monte dei Paschi, che in questi giorni è in giro per l’Europa per i road show di presentazione del piano triennale, corrisponde perfettamente a questo genere di persone. Si vede lontano un miglio che crede in quello che dice. Non soltanto. Dà anche l’impressione a chi lo sta a sentire in questa fase soprattutto gli analisti delle banche d’affari di essere una persona determinata nel perseguire i suoi obbiettivi. E quasi sicuramente si tratta di un’impressione che ha un contenuto reale.
Tuttavia, i primi report delle banche d’affari all’indomani della presentazione del piano triennale che integra Antonveneta all’interno del gruppo bancario non sono così amichevoli. Non che considerino impossibili da raggiungere i target fissati. Ma certo li vedono, al momento, piuttosto ambiziosi. E poi, si sa, gli analisti sono un po’ freddini, l’entusiasmo per le scommesse li scalda poco. Loro sono abituati a ragionare sui numeri, fanno i confronti con i dati delle altre banche, e raggiungono conclusioni semplici. Poi, più in là, se le cose cambiano, se le scommesse sono vinte, sono sempre pronti a cambiare idea. Ma intanto sia Dresdner Kleinwort che Ubs danno delle azioni Mps un giudizio ‘sell’, ovvero vendere.
Dresdner dice chiaro e tondo che i 2,2 miliardi di utile netto previsti per il 2011 (alla fine del piano) sono «realmente ambiziosi». E si spinge fino a considerare eccessive le sinergie totali (sia da ricavi che da costi) che il Monte indica in 732 milioni: «Per noi le sinergie totali non supereranno i 410 milioni». E il prezzo delle azioni, secondo Dresdner, si abbasserà a 2,60 euro (contro i circa 3 attuali).
Gli analisti di Ubs vanno ancora più in profondità. E fanno dei calcoli forse un po’ banali ma, per chi fa questo mestiere, inevitabili. «Se prendiamo i target di profitto dell’Mps al valore facciale e includiamo la quantità di capitale che dev’essere raccolta (6 miliardi di euro), viene fuori che la banca viene scambiata sulla base di un P/E (price/earning, prezzo/utili) al 2011 di 7, equivalente a un P/E di 8,5 nel 2009, ovvero con un premio del 18 per cento su banche equivalenti. Ubs, che pure conferma il giudizio ‘sell’, è più generosa con Mps e sale a 2,9 euro come target a 12 mesi, poco sotto i valori attuali. La stessa banca d’investimenti trova comunque ragionevoli i target di crescita dei ricavi.
Certo, si tratta soltanto dei primi report subito dopo la presentazione del piano triennale. Ci sarà tempo e modo per verificare, passo dopo passo, i progressi dell’integrazione fra Mps e Antonveneta. E, come si è detto, i giudizi degli analisti possono cambiare con una velocità impressionante, soprattutto se si modifica il quadro economico generale. Il presidente Mussari, oltre a confidare nelle capacità del management di raggiungere gli obbiettivi prefissati, ritiene che la situazione generale oggi caratterizzata dalla crisi del credito innescata dai subprime prima o poi migliorerà, riportando i valori delle banche, anche di quelle come Mps e di altri istituti italiani che nulla hanno a che vedere con i problemi americani, a livelli più equi. Insomma, secondo il presidente ora c’è un po’ da soffrire e gli obbiettivi del piano sono ambiziosi ma del tutto abbordabili. «Ad esempio dice Mussari «le sinergie da ricavi sono il 3,5% sul totale, contro una media delle altre fusioni superiore al 4. Le sinergie di costo, poi, non riguardano solo l’integrazione di Antonveneta, ma anche il gruppo Mps, con la cancellazione delle società Bam e Banca Toscana».
Resta il fatto che il Monte dei Paschi, come in altre occasioni passate, sembra aver pagato cara la sua preda. A ben pensarci, un prezzo alto è stato per l’istituto di Siena quasi una costante delle più importanti operazioni effettuate negli ultimi anni. Dall’acquisizione a prezzi esorbitanti e sulla base del boom di Internet, di Banca 121, rivelatasi alla prova dei fatti meno utile di quanto allora non si credesse; all’acquisto della quota del 5 per cento in Bnl in vista di un’operazione che alla fine non si è concretizzata ma che ha fatto perdere all’istituto senese alcune centinaia di milioni.
Anche questa volta, con Antonveneta, il diavolo ci ha messo lo zampino. L’operazione, arrivata improvvisamente senza alcun annuncio, all’inizio sembrava un colpaccio. Certo, che il Monte dei Paschi avesse pagato cara la sua preda, valutata 9 miliardi, era chiaro fin dall’inizio. Ma ci stava, soprattutto perché apriva alla banca di Siena, tradizionalmente arroccata in poche regioni oltre alla Toscana, vero core business, un’area geograficamente importante come il Nord Est. Poi, però, è arrivata la crisi dei subprime e il crollo in Borsa dei titoli finanziari. Il Santander ha fatto appena in tempo a vendere a Mps Antonveneta che è venuto giù tutto (qualcuno nota, malignamente, che proprio il Santander ha fatto l’operazione più azzeccata: vendendo Antonveneta a prezzi alti e rientrando direttamente in Mps un 1 per cento a prezzi stracciati).
In conseguenza del crollo dei valori di Borsa, l’istituto guidato da Mussari ha dovuto rifare tutti i conti per il funding dell’operazione. Mentre la Fondazione che avrebbe potuto usare l’occasione dell’aumento di capitale per far scendere il suo peso favorendo l’ingresso di nuovi soci ha dovuto sottoscrivere tutta la sua quota per non diluire il suo premio di maggioranza. Certo, nuovi soci sono entrati, come il Santander. O come Axa, che dopo aver acquisito il 50 per cento di Mps Vita ha preso un 2,525 per cento della banca. O come la Carlo Tassara di Zaleski, arrivata al 2,463 per cento. E tutti, compreso Caltagirone con il suo 4,7 per cento, sottoscriveranno l’aumento di capitale.
Questa è in fondo la forza di Mussari: qualcuno che crede nell’azienda e nelle sue possibilità di sviluppo come terzo polo bancario italiano. «Presente sottolinea Mussari in tutto il territorio italiano con una quota di mercato del 9 per cento. E che adesso, con l’acquisizione di Antonveneta, ha il 43 per cento delle sue filiali al Nord».

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Ecco chi paga i partiti

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 14, 2008

Da un inchiesta su l’Espresso, sulla lista di chi ha pagato ai partiti e quanto (si tratta della documentazione relativa ai finanziamenti concessi da privati e aziende a uomini politici e partiti) spunta fuori anche Siena con un nome eccellente:

Mussari Giuseppe Ds Siena € 80.000,00 2007
Ds Siena € 80.000,00 2007
TOTALE € 160.000,00

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La Massoneria si dà appuntamento a Villa Bottini

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 10, 2008

Da LoSchermo:

Questo il programma del convegno: dopo il saluto del sindaco di Lucca Mauro Favilla e del presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Stefano Bisi, interverranno Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca (sul tema: “Le fondazioni come garanzia di legame tra banche e territorio”); Fabio Bargellini, commercialista di Firenze (“La tutela del cittadini-consumatore”); Carlo Luigi Ciapetti, esperto in analisi del rischio (“La frode: il sub-sistema economico italiano”); il senatore Nedo Poli (“La politica come sentinella delle regole”); Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio di Lucca (“La responsabilità sociale delle imprese”); Alberto Varetti, presidente di Ducato spa (“Credito al consumo e indebitamento delle famiglie”); Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena (“Il profitto e la tutela delle fasce deboli della società”).

Moderatore, l’avvocato fiorentino Lorenzo Del Lungo. Considerazioni finali a cura di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

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Ceccuzzi: “Se sarò eletto riprenderò il lavoro del Patto per Siena”

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 5, 2008

Da SienaNews:

“Voglio ringraziare tutti i democratici e le democratiche per la fiducia che mi hanno rinnovato prima nella consultazione dei circoli del Pd e ora nella candidatura nella lista Toscana del nostro Partito per la Camera dei Deputati”.Con queste parole Franco Ceccuzzi, deputato del Pd, ha commentato la sua candidatura alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
“Sono consapevole – prosegue Ceccuzzi - di rivolgere questa gratitudine a uomini e donne che mi hanno rinnovato il loro sostegno, ma che tanta fiducia mi viene rivolta, per la prima volta, da chi non ha alle spalle la mia stessa storia e da chi più che una da raccontare, ne vuole una da cominciare. Il Partito Democratico è davvero un partito nuovo che sa accendere la passione politica dei giovani e che in soli centocinquanta giorni ha raccolto più adesioni di quante ne avevano, sommati insieme, i partiti fondatori. Sono grato ed orgoglioso di essere stato candidato insieme a Susanna Cenni, Licia Rossi ed Alberto Taccioli in questa breve, ma intensa, campagna elettorale. Con noi ci sarà Rosy Bindi, una personalità nazionale del Pd, che è una forza per il territorio senese e toscano”.
“Il 13 e 14 Aprile ci aspetta la prima verifica con il consenso. Sapremo quanto vale il Pd sul piano elettorale, in Italia, in Toscana, nella nostra città e nella nostra provincia. E se il sogno di conquistare la maggioranza degli italiani si sarà avverato. Grazie prima di tutto a Walter Veltroni ed alla sua incredibile carica di energia che ha ravvivato un popolo di centrosinistra, stanco e depresso per gli ultimi due anni, e che ha così ritrovato il senso del proprio cammino. Se sarò eletto – conclude Ceccuzzi – riprenderò il lavoro del ‘patto per Siena’ e la campagna elettorale sarà fondamentale per aggiornarlo e rinnovarlo. Siena si è riconciliata con la politica nazionale, grazie ai risultati raggiunti in questo periodo e grazie a Veltroni che è sempre stato legato e sensibile alla nostra città”.

Franco Ceccuzzi:

Franco Ceccuzzi è nato a Montepulciano il 9 febbraio 1967. E’ stato eletto deputato nella lista de L’Ulivo, per la circoscrizione Toscana, il 10 aprile 2006. Aderisce al gruppo parlamentare de L’Ulivo, che riunisce 218 deputati, risultando il più numeroso dell’assemblea. Attualmente è membro della Commissione VI Finanze della Camera dei Deputati, dove si occupa, in particolare, dei temi relativi al credito, ai mercati finanziari e alle fondazioni bancarie. A Siena ricopre l’incarico di consigliere provinciale nel gruppo dei Democratici di Sinistra.

Susanna Cenni

E’ nata nel 1963 a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena, vive a Staggia, nel comune Poggibonsi .
Amante della musica e della lettura, si è impegnata fin da giovanissima nella Federazione giovanile comunista italiana, poi nel Partito Comunista Italiano ed oggi nei Democratici di sinistra. Ha avuto incarichi in Valdelsa, nella segreteria della Federazione di Siena e nell’Union regionale toscana. Attualmente è membro del Consiglio nazionale dei Ds.
Sensibile da sempre ai temi della pace e delle donne, è fra le fondatrici dell’associazione culturale di donne Demetra e si è impegnata, fin dagli anni Ottanta, nel Comitato per la pace e il disarmo in Valdelsa.
Nel 1985 è eletta consigliere comunale a Poggibonsi e nominata componente dell’Associazione intercomunale della Valdelsa.
Dal 1997 al 2000 ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Ambito territoriale ottimale n.6, Ombrone, per la gestione delle risorse idriche dell’area di Siena e Grosseto. Dal 2000 al 2005, membro più giovane del governo regionale, ha ricoperto l’incarico di assessore regionale al turismo, commercio, terme, politiche per i consumatori, fiere.

Licia Rossi

Nata a Montepulciano, Siena nel 1948.Laureata in lettere, pubblicista, ha lavorato come documentarista presso la Camera dei Deputati fino al 1997. Per molti anni si è impegnata nella struttura regionale (Lazio) e aziendale (Camera dei Deputati) della CISL.E’ stata vice presidente del IX distretto scolastico di Roma.Attualmente vive a Chianciano Terme (SI), dove è Consigliere comunale e Capogruppo, di una lista civica denominata “Progetto Chianciano”; è vice presidente della Commissione regionale pari opportunità in rappresentanza del Centro Pari Opportunità della Val di Chiana e del Partito Popolare.

Alberto Taccioli

** CI SCUSIAMO CON I LETTORI PER L’ERRORE. IL SIG. TACCIOLI, CANDITATO PD, NON E’ DIPENDENTE DEL’UNIVERSITA’: SI TRATTA DI UN CASO DI OMONIMIA ***

Dipendente dell’Università degli Studi di Siena, Personale Tecnico Amministrativo al Dip. MEDICINA CLINICA E SCIENZE IMMUNOLOGICHE.

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SACERDOTE A GIUDIZIO PER INCENDIO DOLOSO E CALUNNIA A SIENA

Pubblicato da grilliparlantisiena su Marzo 3, 2008

Da AGI News:

(AGI) - Siena, 29 feb. - Incendio doloso e calunnia. Con queste accuse Angela Annese, giudice per l’udienza preliminare, dopo un lunghissimo dibattito, ha rinviato questa mattina a giudizio don Giuseppe Acampa, economo della curia arcivescovile di Siena, personaggio bene inserito nella vita pubblica della citta’ di Siena. La decisione del giudice riguarda l’incendio avvenuto il 2 aprile del 2006 nei locali dell’archivio del palazzo arcivescovile che provoco’ la distruzione di alcuni documenti e in parte anche di computer. In un primo momento le indagini sull’episodio si erano indirizzate verso l’archivista Franco Nardi, che era stato anche indagato. Ma secondo il sostituto procuratore della repubblica, Nicola Marini, che stamattina ha confermato la sua richiesta di rinvio a giudizio, responsabile dell’incendio sarebbe il sacerdote, (difeso dagli avvocati Enrico De Martino e Giuseppe Mussari) che, secondo l’accusa, avrebbe indirizzato le indagini verso l’archivista il cui incarico era svolto in maniera del tutto volontaria.

Giuseppe Mussari è attualmente il presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena. Curioso come sia anche l’avvocato difensore di Mons. Acampa.

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